I sindacati della scuola sono pronti a mobilitarsi e valutano una azione unitaria contro i tagli previsti dalla manovra. Nelle prossime ore si incontreranno per discuterne. "Quasi 7 mila posti in meno tra docenti e Ata dal 2027 sono inaccettabili, non facciamo sconti a nessuno, ci aspettiamo un ripensamento", dice la segretaria della Cisl Scuola, Ivana Barbacci. "E' l'ennesima beffa, siamo pronti alla mobilitazione", aggiunge il coordinatore della Gilda Vito Carlo Castellana. "Il governo conferma la propria ostilità nei confronti della scuola pubblica" per la Flc Cgil che ha già previsto con la Cgil lo sciopero il 20 novembre. 

Intanto slitta, probabilmente di una settimana, l'esame del decreto Scuola nell'aula del Senato, a differenza di quanto previsto nel calendario. Le votazioni nella commissione Cultura non si sono concluse: finora sono stati votati poco meno di un centinaio di emendamenti rispetto agli 825 depositati complessivamente (bocciati al momento tutti quelli delle opposizioni e su altri è stata chiesta una riformulazione) e secondo quanto si apprende, i pareri sulle modifiche arrivano a rilento. Le votazioni proseguiranno per tutta la settimana, a partire da domani pomeriggio. Il decreto introduce tra l'altro il tetto agli alunni stranieri nelle classi e il divieto di velo integrale. Va convertito in legge entro il 29 novembre, compreso il passaggio alla Camera per la seconda lettura. Non si esclude che se i tempi si allungassero ulteriormente, il provvedimento potrebbe andare in Aula senza il mandato al relatore e poi il governo chiederà il voto di fiducia. Al Senato sono stati presentati 90 emendamenti dalla maggioranza e oltre 700 dal centrosinistra, fra cui 3 unitari che ad esempio chiedono la soppressione dell'articolo 13 che prevede l'introduzione di un tetto per gli alunni stranieri, che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno 2 anni di scuola dell'infanzia, nelle classi dal prossimo anno scolastico.

Flc Cgil: 'Governo ostile alla scuola pubblica, taglia ma dà al privato'

"Il governo conferma la propria ostilità nei confronti della scuola pubblica: taglia 5mila insegnanti e duemila tra personale tecnico e amminsitrativo mettendo in dificoltà le scuole; crediamo sia una scelta sbagliata in continuità con quanto fatto in questi tre anni, sono infatti stati tagliati 14mila posti. E la cosa ancora più grave è che mentre si taglia per la scuola pubblica si aumentano risorse per le scuole private. E' inaccettabile - anche di fronte alle richieste degli studenti che sono scesi in piazza in questi giorni - che la risposta sia sostanzialmente 'non vi diamo nulla'. Ci sarebbe bisogno di ulteriori investimenti per garantire scuole sicure e climatizzate. Tagliando il personale, si taglia la possibilità di avere didattica di qualità. Come Flc Cgil chiediamo la stabilizzazione del personale (oltre 300mila precari) e una risposta salariale ad un comparto tra i meno pagati di tutta la PA". Così la segretaria Flc Cgil, Gianna Fracassi

Barbacci (Cisl Scuola): 'Tagli irresponsabili di fronte al disagio giovanile'

"Quasi 7 mila posti in meno previsti da settembre 2027 nel bilancio: per la Cisl scuola sono tagli inaccettabili; l'istruzione garantisce diritti, riduce le diseguaglianze e costruisce il futuro del paese. Indebolire la scuola, di fronte al disagio giovanile, è irresponsabile. Chiediamo al governo di ritirare i tagli, crediamo al confronto ma senza risposte siamo pronti alla mobilitazione". A dirlo è la segretaria della Cisl Scuola, Ivana Barbacci.

Uil scuola: 'Natalità non può essere scusa per tagli alla scuola'

"La denatalità non può diventare un pretesto per ridurre il personale scolastico. Al contrario, dovrebbe rappresentare un'opportunità per diminuire il numero di alunni per classe, migliorare le condizioni di lavoro del personale e garantire una maggiore qualità dell'insegnamento. Invece, si continua a percorrere la strada opposta, riducendo i posti e aggravando le difficoltà di un sistema già segnato da un precariato che supera le 200 mila unità. Una scelta che penalizza gli studenti, le famiglie e il personale scolastico, compromettendo la qualità dell'istruzione e, con essa, il futuro e la tenuta del Paese". Così il segretario della Uil Scuola Giuseppe D'Aprile a Radio Popolare. "Quando il ministro e il Governo chiedono fiducia e rispetto per la scuola, noi rispondiamo che fiducia e rispetto devono arrivare prima di tutto da chi ha la responsabilità delle scelte politiche. E si dimostrano con i fatti, non con le parole: evitando di tagliare gli organici e di intervenire con la scure sulla scuola statale", conclude.

Gilda: 'Cambio di rotta sulla scuola legge di bilancio va stravolta'

"La bozza della legge di Bilancio che in questi giorni sta circolando, è una beffa, l'ennesima, ai danni della Scuola e dell'Istruzione". Sono le parole del coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana, che in un video pubblicato sui social, ha sottolineato la gravità della situazione. "Ancora una volta è previsto zero per la Scuola, un fatto gravissimo. A parole il governo vuole valorizzare docenti e Ata, si parla di investimenti per la difesa dalle aggressioni e altro, ma poi a queste parole non seguono atti politici. In questa legge di Bilancio sono previsti quasi 7mila tagli, l'alibi è la denatalità ma era proprio questa l'occasione per tornare a classi con dimensioni umane. Nessun taglio invece è previsto per le scuole paritarie; di fatto, la Scuola pubblica è uno strumento per raggranellare risorse. Di contro, abbiamo un investimento di 1 miliardo e duecento milioni circa, per innalzare da 50 a 55mila euro l'aliquota Irpef del 33%, risultato risibile che non porta quasi nulla a chi ne beneficerà. Inoltre, metà delle spese della legge di Bilancio sarà investito in spese militari. Ma piuttosto, armiamo le menti e disarmiamo i cannoni".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Source: ANSA · Agenzia ANSA

At a glance

Topic
World
Country
🇮🇹 IT
Publisher language
IT
Added to Allnira