Ergastolo e isolamento diurno per tre anni per Francis Kaufmann, il cittadino americano accusato del duplice femminicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di appena 11 mesi, trovate morte nel giugno del 2025 all'interno di Villa Pamphili. La Prima Corte d'Assise di Roma ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura capitolina, riconoscendo la responsabilità all'imputato a cui sono contestati il duplice omicidio e l'occultamento di cadavere.

Video Villa Pamphili, requisitoria in Corte d'Assise: chiesto l'ergastolo per Kaufmann

"I familiari possono trovare un piccolo conforto rispetto al dramma che hanno subito: un dramma moltiplicato, una figlia unica e la nipote che non hanno mai conosciuto", commenta l'avvocato di parte civile Mario Angelelli aggiungendo che "la piccola si poteva salvare, e questo affligge ulteriormente. Una sentenza di condanna serve sicuramente ad alleviare lo stato d'animo". Le salme delle due vittime si trovano ancora in Italia. Nel corso della requisitoria il pubblico ministero Antonio Verdi ha descritto Kaufmann come "un narcisista patologico, un manipolatore e un impostore", ma al tempo stesso una persona "lucida e razionale" nell'esecuzione di un piano che, secondo l'accusa, portò prima all'uccisione della giovane madre e poi della bambina.

Video Roma, donna e neonata trovate morte a villa Pamphili

Il rappresentante dell'accusa, nel corso dell'udienza del 26 ottobre, ha ricostruito quanto avvenuto nei primi giorni di giugno di due anni fa. "Ricordo ancora quella telefonata del 7 giugno, ero di turno esterno - ha detto in aula il pm - quel sopralluogo nel grande parco verde della Capitale e il corpo della piccola Andromeda, nudo e abbandonato tra le piante, sembrava una bambola". Poco dopo gli investigatori rinvennero anche il corpo di Anastasia, giovane di origine russa che dal 2023 aveva una relazione con il quarantasettenne statunitense. "I due corpi erano a distanza di un centinaio di metri, quello di Anastasia era sotto un telo", aveva ricordato il magistrato davanti ai giudici. Nella requisitoria sono state citate anche le numerose mail inviate dai genitori di Anastasia alla ragazza per metterla in guardia da quello che definivano un comportamento manipolatorio da parte del compagno.

Secondo quanto emerso nel dibattimento, i tre vivevano da oltre un mese all'interno di Villa Pamphili, dove trascorrevano le notti in sistemazioni di fortuna. Kaufmann era arrivato a Roma da tempo e tentava, senza successo, di inserirsi nel mondo del cinema proponendo sceneggiature e progetti professionali. Kaufmann, noto anche con il nome di Rexal Ford, è stato fermato almeno tre volte dalle forze dell'ordine. L'ultimo episodio risale al 5 giugno del 2025, quando Anastasia era già morta e Kaufmann si trovava in strada con la figlia, apparendo visibilmente ubriaco. "Gli agenti non hanno fatto bene il loro mestiere, se avessero fatto quello che andava fatto forse la bimba sarebbe ancora viva. Si sono fatti incartare da Kaufmann", ha sostenuto il rappresentante dell'accusa. Sul punto era intervenuta anche l'associazione Differenza Donna, costituita parte civile, chiedendo di fare piena luce su eventuali omissioni nei meccanismi di tutela e protezione della donna e della bambina.

Video L'arresto di Rexal Ford, ovvero Kaufmann, in Grecia

Il processo è stato caratterizzato anche da una complessa vicenda sul piano psichiatrico. Presente solo sporadicamente in aula, Kaufmann durante una delle prime udienze aveva sostenuto di essere innocente, affermando che i testimoni ascoltati fossero "tutti mafiosi". Per alcune settimane il dibattimento è stato sospeso per consentire una perizia psichiatrica. Gli esperti avevano rilevato una temporanea incapacità dell'imputato di stare in giudizio, situazione che aveva reso necessario un percorso terapeutico e farmacologico disposto dalla Corte. Successivamente, il 16 giugno scorso, i giudici hanno dichiarato la ripresa del processo, evidenziando in un'ordinanza che lo stato fisico e psichico dell'imputato risultava compatibile con il regime detentivo, pur raccomandando un costante monitoraggio clinico. "Siamo soddisfatti che il nostro lavoro abbia portato a questo risultato - ha commentato il pm dopo la sentenza - ovviamente non perché un essere umano è stato condannato, che non fa mai piacere, ma perché abbiamo ripristinato l'ordine giuridico violato".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Source: ANSA · Agenzia ANSA

At a glance

Topic
World
Country
🇮🇹 IT
Publisher language
IT
Added to Allnira