Il giorno della verità per Donald Trump e i repubblicani si avvicina, e l'ansia per un risultato deludente aumenta. I conservatori si preparano al peggio, temendo di essere travolti alla Camera e di perdere anche il Senato. Nonostante il calo nei sondaggi - il suo tasso di gradimento è sceso al 37% - , il presidente continua a ostentare sicurezza pubblicamente, ma il suo umore dietro le quinte si sta incupendo di giorno in giorno. Per mantenere la Camera serve un "miracolo" mentre al Senato i conservatori ce la possono ancora fare, nonostante alcune corse "preoccupano", ha ammesso Steve Bannon, l'ex controverso stratega della Casa Bianca, convinto che all'indomani del voto scoppierà una "guerra civile" all'interno del partito. Non mancano grane neanche in casa dei democratici. Dopo lo scandalo di omonimia in Alaska, a tremare è anche il Michigan con il duro botta e risposta fra il candidato al Senato Abdul El-Sayed e Haley Stevens, battuta alle primarie nei mesi scorsi. Stevens ha chiesto al candidato di prendere le distanze da uno spot critico degli aiuti degli Stati Uniti a Israele, finanziato da un pac di sinistra. El-Sayed non solo si è rifiutato: l'ha attaccata parlando di una vendetta per la sconfitta subita e l'ha esortata a tenersi alla larga della sua campagna in questi ultimi giorni prima del voto. Il braccio di ferro ha fatto saltare la loro attesa apparizione congiunta che aveva come obiettivo quello di mostrare l'unità delle due anime del partito, la progressista e la moderata, alla vigilia del voto. Lo scontro invece ha rivelato le difficoltà dei democratici con il rischio di danneggiare El-Sayed, già nel mirino di Trump e dei repubblicani per la sua fede musulmana. "E' un rischio per la sicurezza nazionale", denuncia quasi quotidianamente il suo rivale repubblicano Mike Rogers.

"E' un jihadista", tuona a ogni comizio il presidente. Il Michigan è uno degli Stati che decideranno gli equilibri del potere in Senato. Se El-Sayed e James Talarico, il candidato democratico al Senato in Texas, sono i suoi bersagli preferiti, Trump da giorni non perde occasione di ricordare quanto sta accadendo in Alaska con i due Dan Sullivan al voto. "E' frode elettorale", ripete come un mantra puntando il dito contro i democratici che hanno cercato un omonimo del candidato repubblicano per sottrargli voti. Al momento il Sullivan scovato dai liberal non è chiaro dove sia: ha lasciato la sua abitazione e l'ultima volta che è stato visto in pubblico - riporta Cbs - è stato su un volo per Anchorage. Le critiche del presidente non risparmiano neanche la giustizia della California, Stato che ha definito più volte corrotto.

"Continueremo a batterci per l'integrità delle elezioni", ha assicurato dopo che una corte d'appello federale ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia di ordinare alla California di accantonare 20.000 voti di presunti elettori non cittadini americani. Sulla stessa scia la decisione di un altro giudice che, in un provvedimento temporaneo, ha bloccato le varie tattiche adottate dell'amministrazione Trump per fare pressione sui funzionari elettorali. I tentativi del presidente di insinuare dubbi sul voto preoccupano i democratici e li spingono a correre ai ripari. Allarmati da come il tycoon potrebbe reagire di fronte a una sconfitta, i liberal hanno deciso di allestire una 'war room' per il giorno dopo le elezioni per fermare gli sforzi del presidente di "rubare le elezioni", ha spiegato il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer, che è al lavoro con una squadra di legali per mettere a punto la strategia da seguire. Uno dei rischi maggiori è quello che l'amministrazione tenti di bloccare la certificazione del voto da parte degli Stati. In Alaska, altro Stato chiave per la conquista del Senato, il Dipartimento di Giustizia ha già chiesto preventivamente di non procede qualora il Sullivan repubblicano perdesse, e il governatore non ha escluso di impedire il conteggio. Mentre le cause procedono, Trump chiuderà la campagna elettorale in Iowa e in Kansas, lanciando il suo ultimo appello agli elettori a votare: "Se vincono i democratici avrete una depressione economica, se vinciamo noi avrete in tasca 5.000 dollari".

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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