Punti chiave
- IL PUNTO
- 10:34 Fox, Vance lavora alla 'nuova destra' dopo la disfatta Gop
- 10:26 Zelensky, spero che l'esito delle midterm significhi più aiuti a Kiev
- 09:34 I repubblicani scaricano Hegseth, possibile avvio impeachment prossima settimana
- 09:41 PODCAST | Midterm, il messaggio dell'America a Trump
- 08:24 Media, 'cresce il nome di Sergio Gor per il post-midterm, potrebbe sostituire Rubio'
- 08:12 Medvedev, 'la sconfitta dei Repubblicani non influirà sui rapporti con la Russia'
- 07:24 A Teheran bruciato uno striscione con Trump, Vance, Netanyahu e Witkoff
- 05:50 Casa Bianca, 'non andiamo da nessuna parte. Bloccatevi, patrioti. E' appena l'inizio'
- 01:07 Casa Bianca, Trump proclama l'1-7 novembre come la 'Settimana dell'anticomunismo'
IL PUNTO
Dopo la disfatta alle midterm è resta dei conti nei repubblicani. Ieri il vicepresidente Vance, che per Fox starebbe lavorando alla 'nuova destra', ha attribuito la sconfitta alla guerra in Iran, e nel mirino del Gop ora sarebbe finito quello che viene ritenuto il responsabile del conflitto, ovvero il capo del Pentagono Hegseth, Secondo la Cnn già la prossima settimana il repubblicano Thomas Massie ha dichiarato di voler avviare l'impeachment e fonti repubblicane credono che la mozione venga approvata. Sempre secondo i media Sergio Gor, ambasciatore degli Stati Uniti in India, sarebbe in predicato per sostituire il Segretario di Stato Marco Rubio che indiscrezioni vedono pronto a lasciare l'esecutivo per prepararsi a una futura candidatura alla presidenza, nel 2028 o nel 2032.
10:34
Fox, Vance lavora alla 'nuova destra' dopo la disfatta Gop
Jd Vance sta cercando di stringere una nuova alleanza con i repubblicani scontenti di Trump in vista delle elezioni del 2028: lo sostiene Fox News. Un funzionario dell'amministrazione Trump, interpellato da Fox News Digital, ha affermato che il grido di battaglia di Vance per la "nuova destra", definita in senso lato come una coalizione di repubblicani che si allinea al movimento originale del presidente America First, si basa su 4 parole chiave: rimanere fuori dai conflitti esteri, rendere gli Usa un luogo accessibile per gli americani che desiderano crescere una famiglia e chiudere le frontiere.
10:26
Zelensky, spero che l'esito delle midterm significhi più aiuti a Kiev
Il presidente Volodymyr Zelensky, in un'intervista alla tv tedesca Zdf, ha espresso la speranza che l'esito delle midterm Usa con la vittoria dei dem contribuisca ad aumentare gli aiuti americani all'Ucraina e ad accrescere la pressione su Vladimir Putin affinché ponga fine alla guerra. "Abbiamo un sostegno bipartisan, - afferma - sono grato anche ai repubblicani, ma i democratici sono molto chiari sul loro sostegno all'Ucraina e sulla fornitura di assistenza. Si parla di ristabilire i legami tra Usa e l'Europa, che si sono un po' indeboliti negli ultimi anni. Senza questi legami, è molto difficile affrontare Putin".
09:34
I repubblicani scaricano Hegseth, possibile avvio impeachment prossima settimana
La Camera potrebbe votare già la prossima settimana per mettere sotto accusa il capo del Pentagono Pete Hegseth dopo che molti legislatori repubblicani, allarmati dalla disfatta alle midterm, si stanno affrettando ad attribuirgli la colpa dei risultati elettorali, sostenendo dietro le quinte che abbia avuto un ruolo chiave nel convincere Trump ad attaccare l'Iran senza una strategia di uscita. Lo sostiene la Cnn. Il deputato repubblicano Thomas Massie ha dichiarato di voler avviare una votazione per l'impeachment di Hegseth alla ripresa del Congresso la prossima settimana, e fonti repubblicane credono che la mozione venga approvata.
09:41
PODCAST | Midterm, il messaggio dell'America a Trump
08:24
Media, 'cresce il nome di Sergio Gor per il post-midterm, potrebbe sostituire Rubio'
A Washington, l'attenzione si concentra su chi potrebbe emergere all'interno dell'amministrazione Trump all'indomani della pesante sconfitta subita dai Repubblicani alle midterm. Un nome continua a ricorrere: quello di Sergio Gor, ambasciatore degli Stati Uniti in India. A scriverlo è il Washington Sun citando dieci persone a conoscenza delle dinamiche interne, secondo le quali Gor - già stretto collaboratore di Trump alla Casa Bianca e suo fedelissimo - sta preparando il terreno per un importante avanzamento di carriera in seguito al voto di metà mandato. Grazie ai suoi solidi contatti e all'accesso diretto a Trump, Gor ha assunto un ruolo sempre più rilevante in incontri di alto livello ed è considerato una figura chiave nei rapporti tra Washington e gran parte dell'Asia, nonché un confidente del Segretario di Stato Marco Rubio. Negli ambienti vicini a Trump, il nome di Gor circola ora come possibile candidato a posizioni di vertice per la seconda metà del mandato presidenziale. Secondo alcune fonti, il nome di Gor è stato fatto in relazione a diversi incarichi di grande peso, tra cui quello di capo di gabinetto della Casa Bianca o di successore di Rubio alla guida del Dipartimento di Stato. Al momento, né Rubio né l'attuale capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, hanno manifestato pubblicamente l'intenzione di lasciare l'amministrazione. Ciononostante, negli ambienti del Dipartimento di Stato e in quelli politici repubblicani, c'è chi ipotizza che Rubio possa abbandonare l'esecutivo per prepararsi a una futura candidatura alla presidenza, nel 2028 o nel 2032. Anche la posizione di Susie Wiles è considerata, nell'orbita di Trump, come potenzialmente a rischio. Alcune fonti suggeriscono che Gor potrebbe essere interessato anche a un diverso tipo di promozione all'interno del Dipartimento di Stato, come ad esempio subentrare al vice segretario Chris Landau. Al momento, Gor ha tuttavia smentito di essere interessato a un altro incarico, affermando di non aver mai discusso con nessuno la possibilità di ricoprire un ruolo diverso: "Questa storia è una colossale sciocchezza", ha dichiarato Gor a The Washington Sun, definendo Rubio "insostituibile" e sottolineando di "non avere alcun interesse per altri incarichi".
08:12
Medvedev, 'la sconfitta dei Repubblicani non influirà sui rapporti con la Russia'
La Russia, "a prescindere dalle elezioni nella lontana America, deve annientare il nemico sul campo di battaglia fino alla vittoria completa". Lo ha dichiarato il vicesegretario del consiglio di sicurezza russo, l'ex presidente Dmitry Medvedev, secondo il quale la sconfitta del repubblicani alle elezioni di midterm "non dovrebbe avere un impatto significativo per ora". "Ci interessano principalmente due cose: il conflitto in Ucraina e le sanzioni", ha scritto Medvedev sulla piattaforma Max. "Sull'Ucraina, l'attuale amministrazione sta avendo delle utili consultazioni, ma niente di più", ritiene il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo. "Per quanto riguarda le sanzioni, la questione è più complessa, perché i Democratici minacciano di ripristinare un sostegno più attivo ai nazisti ucraini. Ma questo ripristino dovrebbe avvenire attraverso la legge del defunto terrorista Graham, e ciò rafforzerebbe 'Donnie'", ha osservato Medvedev. Secondo l'ex presidente russo i Democratici "cercheranno di far girare la ruota dell'impeachment" per indebolire Trump. "L'introduzione di 'sanzioni infernali' potrebbe essere il risultato di uno scambio: restrizioni in cambio dell'abbandono dell'impeachment", ha osservato inoltre Medvedev.
07:24
A Teheran bruciato uno striscione con Trump, Vance, Netanyahu e Witkoff
A Teheran, un gruppo di persone si è riunito per dare alle fiamme uno striscione che ritraeva Donald Trump, JD Vance, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Alcune immagini rilanciate da Sky News mostrano i presenti radunarsi attorno allo striscione prima di appiccare il fuoco, in un gesto di aperta opposizione ai leader statunitensi e israeliani. L'episodio avviene dopo che Trump ha ammesso che la guerra in Iran è stata, in larga misura, la causa della storica sconfitta subita dai repubblicani alle elezioni di midterm.
05:50
Casa Bianca, 'non andiamo da nessuna parte. Bloccatevi, patrioti. E' appena l'inizio'
"Non andiamo da nessuna parte. Bloccatevi, patrioti. Abbiamo appena iniziato". In un post su X, la Casa Bianca continua a ostentare tranquillità, mentre i leader del partito repubblicani di tutto il Paese continuano ad analizzare le ragioni della pesantissima sconfitta incassata alle midterm. Il presidente Donald Trump e molti dei suoi alleati hanno riconosciuto il peso della guerra in Iran e il crescente costo della vita sull'incapacità del Grand Old Party di tenere il controllo del Congresso, ora finito saldamente nelle mani dei democratici, suggerendo che gli elettori erano frustrati dall'aumento dei prezzi del gas che è stato uno degli effetti più penalizzanti del conflitto per i consumatori americani.
01:07
Casa Bianca, Trump proclama l'1-7 novembre come la 'Settimana dell'anticomunismo'
La Casa Bianca ha annunciato sui social, nel tardo pomeriggio di mercoledì, che il presidente Donald Trump ha proclamato questa in corso come la 'Settimana dell'anticomunismo'. Nel documento, Trump dichiara "la settimana dal dal primo al 7 novembre" come un periodo dedicato a "proteggere la nostra fiamma ardente di libertà dall'oscurità del comunismo". Il testo è invece datato 3 novembre, stesso giorno delle elezioni di midterm. La proclamazione riprende gran parte della retorica usata da Trump nella campagna elettorale per le elezioni di metà mandato, finalizzata a mettere in guardia dai pericoli di un voto a favore dei democratici che, a dispetto di tutto, hanno ottenuto il solido controllo del Congresso. Il testo rimarca che "l'esperimento americano deve affrontare nuove minacce, poiché ideologie socialiste, comuniste e della sinistra radicale trovano sempre più spazio nella nostra nazione". Tuttavia, "sotto la mia guida, l'America non cadrà mai vittima di queste ideologie malvagie e gli Stati Uniti non diventeranno mai un Paese comunista", aggiunge la dichiarazione.
Source: ANSA · Agenzia ANSA
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