Prima ancora che cominci la battaglia degli emendamenti, c'è chi prepara quella degli striscioni contro la manovra. La protesta scandisce il calendario delle tensioni: l'11 novembre scenderanno in piazza i sindacati della scuola, il 20 toccherà alla Cgil. E anche i poliziotti minacciano di scendere in strada per una previdenza dedicata che ancora non c'è. Un malcontento che dai cancelli degli istituti e dalle questure raggiunge le stanze della maggioranza, dove sulle pensioni non c'è segno di conciliazione.
La Lega non molla sull'uscita a 64 anni, trovando però in Lombardia il muro dell'assessore al Welfare Guido Bertolaso, che suggerisce di dirottare quelle risorse sugli ospedali. "Credo che oggi a 64 anni non ci voglia più andare nessuno in pensione, io ne sono un esempio", osserva, liquidando la bandiera del Carroccio. Secca la replica dei leghisti lombardi: "Prima di fare politica sulle pensioni, Bertolaso faccia funzionare ciò che ha in carico".
Un terreno previdenziale sul quale Forza Italia promette di muoversi anche per dare risposta agli uomini in divisa, con un intervento stimato in 48 milioni annui. La richiesta avrebbe trovato ascolto anche tra le fila di Fratelli d'Italia, con la Ragioneria incaricata di studiare una soluzione.
La prima miccia si accende tra i banchi di scuola: Cisl, Uil, Snals e Anief chiamano i lavoratori in piazza l'11 novembre, il 16 sarà la volta delle assemblee negli istituti, il 20 dello sciopero della Flc Cgil con università e ricerca. Nel mirino oltre 14mila posti tra docenti e Ata persi in tre anni, secondo la Cgil. Non si può rispondere al calo delle nascite svuotando le scuole, avvertono i sindacati. Lega e FI aprono, almeno a parole, a un "cambio di rotta". Più fredda FdI. E anche i costruttori dell'Ance presentano il conto al governo: mancano i fondi contro il caro materiali e gli ultimi crediti Superbonus vengono spalmati su dieci anni.
Ma è sulla sanità che il conto si fa complesso: le Regioni avevano chiesto 6,5 miliardi aggiuntivi per il 2027, la manovra ne mette 2,4, oltre al miliardo già previsto. "La coperta, ahimè, è corta", ammette anche il governatore del Lazio e uomo del centrodestra, Francesco Rocca, reclamando risorse e flessibilità ma rinviando "i giudizi definitivi" alla fine dell'iter. Una cautela che circola anche tra i giorgettiani della Lega, impegnati a gettare acqua sul fuoco e a fare scudo al ministro dell'Economia, da giorni bersaglio di rivendicazioni incrociate.
A far rumore sono anche le divise, accusando il governo di aver "tradito la parola data" sulla previdenza dedicata. "Non è una pretesa di privilegio", spiega il segretario del Siulp, Felice Romano, evocando "una stagione di protesta senza precedenti". Fino all'avvertimento più delicato per un esecutivo che della sicurezza ha fatto una bandiera: "Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti".
A presidiare il dossier è FI - sotto l'egida del sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego, e del senatore Maurizio Gasparri - che il 12 novembre incontrerà i sindacati per disinnescare la protesta, puntando anche sulla sponda Nato: le pensioni militari concorrono infatti al bilancio integrato della Difesa. E l'attivismo azzurro si allarga anche al fisco, con la richiesta di correggere l'exit tax sui super ricchi che lasciano il Paese, limitandola alle plusvalenze maturate in Italia e tutelando chi si trasferisce nell'Ue.
A offrire nuove munizioni alle opposizioni è invece il capitolo della difesa. Secondo Milex, nel 2027 la spesa militare supererà per la prima volta i 40 miliardi, destinando la cifra record di 17,2 miliardi agli armamenti. In due anni le risorse per le infrastrutture Nato e le forze di pronto intervento ammonteranno ad altri 865 milioni. Una manovra "da cestinare", la bolla Angelo Bonelli, puntando il dito contro la priorità data alle "armi" e non "al diritto alla salute". Una linea condivisa da Elly Schlein e rincarata da Giuseppe Conte: per le guerre si trovano miliardi, sostiene, ma non per i "progetti di vita".
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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