Christine Lagarde lascia in anticipo la Bce mettendo i futuri vertici della banca centrale al sicuro dalle presidenziali francesi di aprile 2027: giocherà la partita l'attuale presidente francese Emmanuel Macron, e non il suo successore su cui incombe l'incognita di un possibile ballottaggio Le Pen-Mélenchon. Nel frattempo la presidente della Bce avrà la "libertà di parola" per impegnarsi a favore delle forze europeiste in Francia, fra ipotesi di un ruolo politico e un approdo alla guida del Forum economico mondiale.

Lascio "una Bce pronta per il futuro", è il messaggio affidato ai social fra i ringraziamenti dei vertici della Commissione, dell'Eurogruppo, del Consiglio europeo, del presidente Macron e del cancelliere tedesco Merz. La data dell'addio è il 7 febbraio 2027, contro una scadenza naturale del mandato di Lagarde nell'ottobre successivo: mesi utili per avere le mani libere dal vincolo di neutralità imposto dal ruolo alla Bce, e spendersi in vista delle elezioni in Patria: "non posso rimanere neutrale", dice Lagarde, "sono interessata alla verità" molto spesso "contraddetta da rappresentazioni distorte.

Christine Lagarde in conferenza stampa

E dalla mia posizione con oltre 20 anni, inclusa Bce e il Fmi, ho delle cose da dire". A far infiammare lo spread fino alla soglia di guardia di 170 punti base nei giorni scorsi aveva contribuito il leader de La France Insoumise Jean-Luc Mélenchon parlando di una cancellazione del debito nazionale nel portafoglio della Bce. La leader dell'estrema destra Marine Le Pen promette "una prova di forza" con l'Ue. Un mix esplosivo per Lagarde, che, piuttosto che di crisi di bilancio francese, parla di Paesi "con alti livelli di debito in generale". E aggiunge che, se ci fossero movimenti sui mercati "non giustificati e disordinati, abbiamo gli strumenti per rispondere", escludendo interventi 'mirati' per Parigi che presterebbero il fianco a Mélenchon.

Resta l'ambiguità sul ruolo in cui Lagarde potrebbe giocare. Il mese scorso aveva detto che una sua corsa alle presidenziali "non sarebbe affatto una buona idea". Potrebbe spendersi per un candidato più moderato. Potrebbe guardare a un ruolo governativo 'operativo' dopo essere stata ministro delle Finanze dal 2007 a 2011. Come esponente francese più in vista del gotha economico internazionale, potrebbe usare il palcoscenico della presidenza del forum di Davos: la sua nomina potrebbe avvenire a un meeting del board del Wef entro fine anno, in tempo perché Lagarde arrivi alle riunioni di Davos di gennaio come presidente designato.

A Bruxelles e nelle capitali, intanto, si svolgerà da qui a febbraio la partita sui vertici Bce, con "tanti candidati eccellenti più bravi di me", si è schernita oggi Lagarde. Quelli 'in chiaro' sono l'ex governatore olandese Klaas Knot, un 'falco' che nel tempo ha moderato le sue vedute, e lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos, oggi alla guida della Banca dei regolamenti internazionali. Circolati, ma dati per meno probabili per la presidenza, i nomi del presidente Bundesbank Joachim Nagel e del governatore francese Francois Villeroy de Galhau.

Non si escludono sorprese: con la dipartita a dicembre della tedesca Isabel Schnabel verranno meno due presenze femminili nel board Bce, facendo circolare nomi come quello della presidente della Bei Nadia Calvino (che nega), la vice governatrice della Banca di Francia Agnès Bénassy-Quéré o Laurence Boon, ex capo economista dell'Ocse. O, per la Germania, la numero due della Bundesbank Sabine Mauderer.

La partita delle nomine sarebbe 'a pacchetto' visto che, oltre a Lagarde e Schnabel, a maggio 2027 scade il mandato di Philip Lane dalla influente posizione di capo economista Bce. Si vocifera che la Germania, che ha già la guida della Commissione Ue con Ursula von der Leyen e della Vigilanza bancaria con Claudia Buch, punterebbe sulla presidenza di de Cos, una 'colomba', in cambio di un capo economista tedesco. La Francia, che ha già avuto due presidenti della Bce, guarderebbe invece al 'falco' Knot per controbilanciarlo con una sua colomba a capo economista. L'Italia si è già assicurata la presidenza Esma con Carlo Comporti e ha nel board della Bce Piero Cipollone: "valuteremo il da farsi" dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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