Il Consiglio dei ministri - a pochi giorni dalla scadenza dei termini per presentare il ricorso alla Corte Costituzionale - ha deciso di impugnare la legge della Regione Veneto sul fine vita che regolamenta le procedure e i tempi per l'accesso al suicidio medicalmente assistito.

Un nuovo 'no' che si va ad aggiungere alle analoghe deliberazioni nei confronti di Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Anche se questa volta si tratta della prima legge in materia approvata da una regione amministrata dal centrodestra, Un 'no' non facile, dunque, che ha registrato tensioni nel corso del pur breve Consiglio dei Ministri. Il ministro e vicepremier Matteo Salvini non ha infatti partecipato alla votazione nè alla discussione, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui esponente del Carroccio, si è espresso contro il ricorso.

Riflessioni e prese di posizione che non si sono però limitate all'interno del perimetro leghista: nel corso del dibattito, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione di Forza Italia, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento perché - è stato fatto trapelare - una materia tanto delicata deve essere disciplinata da una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale.

"Rispetto pienamente la decisione assunta oggi - ha commentato da parte sua il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia -. È una prerogativa costituzionale del Governo. Come d'altronde è pienamente legittimo che i rappresentanti della Lega in Cdm non abbiamo partecipato al voto. Personalmente - ha aggiunto - rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale, che ho personalmente sostenuto e votato". L'auspicio di Zaia, ora, è che "questa nuova vicenda costituzionale diventi anche uno stimolo per il Parlamento ad affrontare finalmente il tema, senza altri rinvii".

A commentare la decisione è intervenuto anche il presidente del Veneto Alberto Stefani che ha osservato come la legge sia "sostanzialmente diversa da quelle approvate in altre regioni" e che "gli emendamenti approvati nel senso del favor vitae" porteranno a farle superare il vaglio della Consulta. A consentire di raggiungere un accordo bipartisan in Veneto, infatti, erano state le modifiche depositate dalla maggioranza, di cui dieci a firma dello stesso Stefani. Gli emendamenti prevedevano in particolare l'introduzione di un parere rafforzato del palliativista, l'istituzione di un Comitato bioetico regionale nominato dalla Giunta, la priorità alle cure palliative per chi le richiede e l'obbligo di informare adeguatamente della possibilità di accedervi il paziente che vuole accedere al suicidio assistito.

La legge di iniziativa popolare, già esaminata e bocciata nel gennaio del 2024, è stata approvata in Veneto lo scorso 2 settembre dopo due giorni interi di discussione. Era infine passata con 32 voti favorevoli, 4 astenuti e 14 contrari. Anche lì la maggioranza si era divisa: i nove consiglieri di Fdi avevano deciso di restare compatti e votare contro, mentre Forza Italia aveva lasciato libertà di coscienza. Il testo era passato con la collaborazione delle opposizioni, in particolare dopo consultazioni con il gruppo Pd.

I leghisti "di Governo", con il capogruppo Riccardo Barbisan si erano opposti. "Pur avendo espresso il mio voto contrario alla legge regionale sul fine vita - ha affermato oggi Barbisan - non ho alcun timore rispetto alla sua costituzionalità. Anche qualora dovessero emergere profili di incostituzionalità, il vaglio di legittimità non farà altro che contribuire a chiarire i principi e i confini tra le competenze dello Stato e quelle delle Regioni su una materia così delicata".

Per il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Giovanni Manildo, la decisione del Cdm "fa emergere in modo evidente un dato politico. Ovvero una netta e profonda spaccatura all'interno delle stesse forze di governo. Per quanto ci riguarda - ha concluso - attenderemo con serenità il pronunciamento della Consulta".

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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