"Imminente attacco nucleare, rischio radiazioni, trovate un rifugio": sono i messaggi di allerta spuntati nella notte nelle app di allarme antiaereo sui telefoni di ucraini e russi, dopo un massiccio cyber attacco. Fake news a cui però hanno fatto seguito, appena finita la tregua per Oleshky, nuove stragi.
"Attacco russo assolutamente devastante contro l'abitato di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia. Dalle prime ore di questa mattina, il centro abitato è stato colpito più volte da bombe aeree". Lo denuncia su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Gli attacchi hanno preso di mira una scuola utilizzata per attività umanitarie, dove le persone stavano ricevendo aiuti umanitari", ha spiegato Zelensky, aggiungendo che si continuano a cercare "eventuali dispersi".
Il Servizio statale per le emergenze ucraino ha riferito che il numero delle vittime del raid aereo russo su Komyshuvas è di 24 morti, tra cui 2 soccorritori e 4 agenti di polizia. Altre 5 persone sono rimaste ferite, tra cui 2 soccorritori. Lo scrive la Ukrainska Pravda. Il capo dell'amministrazione militare di Zaporizhzhia, Mykhailo Semikin, ha riferito che gli occupanti russi hanno colpito il centro del villaggio con almeno nove bombe guidate Fab-3000. Ci sono più di venti dispersi.
Altre vittime si contano a Izyum e nella regione di Kherson. Ore prima, i sistemi di allerta mobile erano andati in tilt: "Ciao! Ci sarà una minaccia nucleare su tutta l'Ucraina. Non preoccupatevi, l'Oreshnik sta arrivando", recitava uno dei messaggi più fragorosi, con riferimento al micidiale missile balistico russo a medio raggio. E ancora: "Ci sono scontri in strada a Kiev, non uscite di casa", oppure "c'è una allerta chimica", e così via. Alcuni però erano scritti in russo, come quello che citava l'Orenshnik, quindi in tanti hanno capito subito che qualcosa non andava, non foss'altro perché un missile nucleare lanciato su Kiev scatenerebbe probabilmente la terza, e ultima, guerra mondiale. Altri sono invece rimasti letteralmente scioccati, per lunghissimi minuti di angoscia che devono essere sembrati ore. Poi è arrivata la comunicazione ufficiale delle autorità, che confermava la violazione di sicurezza. Una manciata di ore dopo tocca alla Russia: il ministero per le situazioni di emergenza comunica che l'app per avvisare la popolazione in caso di attacchi aerei è stata colpita da un "massiccio attacco informatico che ha consentito ai pirati informatici di inviare informazioni false alla popolazione".
Anche in questo caso di un attacco di droni ucraini ad alta velocità P1-Sun, anch'essi armati con testate nucleari. La violazione è scattata verso le 3 del mattino ora locale, colpendo con falsi allarmi "33 regioni russe su 89", secondo i dati del ministero. A quanto si apprende, non quella di Mosca, dove i messaggi non sono arrivati, certamente non su larga scala.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov con la sua tradizionale flemma ha sminuito il tutto: "Succede tutti i giorni, viene attaccato anche il sito della presidenza". Fonti vicine al Cremlino affermano di aver avuto una rivendicazione dell'attacco da parte di un collettivo hacker, Hitcore, che però non è particolarmente conosciuto e non è nella lista dei principali gruppi più pericolosi, anche se gli esperti ammoniscono che l'avvento dell'Ia potrebbe aumentare le capacità aggressive di gruppi poco articolati. A Oleshky intanto si è conclusa la tregua: "La missione è stata un successo, fornendo aiuti essenziali alla regione e consentendo l'evacuazione di quasi 800 persone", ha reclamato la First lady americana, Melania Trump: "Spero che serva da base per una pace duratura tra le due nazioni".
Il commissario ucraino per i diritti umani Dmytro Lubinets, e la collega russa, Yana Lantratova, hanno concordato di rivolgere un appello alla First lady statunitense per estendere la missione umanitaria da Oleshky ad altri insediamenti in situazioni di difficoltà. Sullo sfondo, rivela il Wall Street Journal, gli Usa sostengono una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa tramite gasdotti che attraversano l'Ucraina nell'ambito dei negoziati per ottenere una tregua energetica per l'inverno. Steve Witkoff e Jared Kushenr "hanno paventato l'idea durante il loro viaggio in Russia e Ucraina in settembre". La vendita sarebbe realizzata tramite un intermediario americano per aggirare le sanzioni.
Il Cremlino non smentisce ma frena: "La ripresa del transito del gas russo verso l'Europa attraverso l'Ucraina è al momento quasi impossibile", ha commentato il solito Peskov, concedendo che "le prospettive dipenderanno dalla volontà e dalle capacità sia dei venditori che degli acquirenti".
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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