Il silenzio delle campagne di Toledo squarciato dalle sirene delle ambulanze, mentre i soccorritori si fanno strada tra gli ammassi di lamiere dei vagoni precipitati lungo la scarpata. Poco lontano, familiari attendono notizie dei propri cari, aggrappati alla speranza di una telefonata. É una scena di devastazione quella al chilometro 118 nei pressi di Urda, non lontano da Toledo, dove lo scontro tra due treni ad alta velocità sulla linea Madrid-Siviglia ha provocato almeno 68 morti e 107 feriti, dei quali 18 in condizioni gravi.
Decine le persone ancora disperse, fra cui due cittadine italiane secondo quanto ha confermato l'unità di crisi della Farnesina. Un altro connazionale ferito é stato ricoverato, mentre altri quattro italiani a bordo dei due convogli stanno bene. Quella che apparare davanti agli occhi dei soccorritori è una tragedia anche peggiore di quella vissuta appena nove mesi fa e che nessuno pensava potesse ripetersi, sullo stesso corridoio sud fra la capitale e l'Andalusia. Quando ad Adamuz (Cordoba) un Iryo deragliò scontrandosi con un Alvia di Renfe, provocando 46 morti. Anche questa volta ad essere coinvolti sono stati un Ave dell'azienda pubblica e un Iryo - compagnia partecipata da Fs Internacional - con a bordo rispettivamente 397 e 147 persone, compreso un neonato.
Il primo convoglio, viaggiando a circa 200 chilometri orari, ha investito in pieno il secondo, fermo per un guasto del sistema di controllo della stazione di Urda. L'interrogativo più inquietante riguarda però i minuti che hanno preceduto lo scontro, avvenuto alle 8.54 del mattino, secondo la ricostruzione data dal ministro dei trasporti, Oscar Puente. Alle 8.30 un'avaria sul fronte delle comunicaizoni di tre computer della rete avrebbe mandato fuori servizio il sistema di sicurezza Lzb in un tratto di circa 63 chilometri. L'anomalia avrebbe provocato l'arresto automatico dei treni in circolazione: sei, inclusi i due poi coinvolti nella collisione. Con il sistema principale fuori servizio, il centro di controllo di Adif nella stazione madrilena di Atocha, avrebbe assunto la gestione del traffico ferroviario. E' in questa fase, che, secondo il ministro, sarebbe maturato l'errore umano decisivo: al treno Renfe sarebbe stata autorizzata la ripartenza, nonostante l'Iryo fosse ancora fermo sulla linea. "C'era un semaforo rosso che impediva la ripresa della marcia, nonostante ciò il treno Ave è stato autorizzato a ripartire", ha spiegato Puente. Il convoglio avrebbe quindi percorso 25 chilometri in 17 minuti prima di raggiungere l'Iryo a circa 200 chilometri orari, tamponandolo in pieno. Una sequenza che il ministro ha definito "inspiegabile".
"Un tamponamento sulla rete ferroviaria spagnola è qualcosa davvero di inverosimile", ha sostenuto. Mentre gli investigatori stanno esaminando le comunicazioni tra il centro operativo e i macchinisti, oltre alle procedure seguite durante il guasto, con l'ipotesi, appunto, di un errore umano al centro degli accertamenti. Ma le responsabilità dovranno essere stabilite dall'inchiesta. "Tutta la Spagna è in lutto", ha dichiarato il premier Pedro Sanchez, giunto sul posto della sciagura assieme al presidente della Giunta di Castiglia-La Mancia, Emiliano Garcia-Page. "Non è ammissibile, in un Paese come il nostro, soffrire due incidenti mortali nell'alta velocità in un anno", ha riconosciuto Sanchez, promettando di andare "fino in fondo". "Se ci sono state negligenze, si saprà". Ora la priorità è salvare vite", ha aggiunto, nell'annunciare tre giorni di lutto nazionale.
La tragedia ha ravvivato inevitabilmente la ferita aperta dal disastro di Adamuz: anche allora la sicurezza della rete e la manutenzione delle infrastrutture finirono al centro del dibattito nazionale sul sistema di alta velocità di quasi 4.000 chilometri, uno dei simboli della Spagna che corre. Proprio per domani i sindacati dei macchinisti hanno proclamato una giornata di sciopero, perché le misure per la messa in sicurezza della rete concordate con Adif e Renfe non sono state tutte attuate. Ora il nuovo incidente riapre gli interrogativi sull'affidabilità del sistema ferroviario, secondo Puente "sicuro", anche se "sempre si possono verificare errori". Adif ha annunciato che la circolazione dei treni fra Madrid e l'Andalusia resta interrotta, mentre Renfe ha sospeso la vendita dei biglietti fino al 13 dicembre.
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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