"Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per 20 lunghi anni al successo di una trasmissione come Report, che è il fiore all'occhiello della televisione pubblica. Torno con il sorriso, che nessuna ingiustizia riuscirà a togliermi". Sigfrido Ranucci annuncia così su Facebook la sua scelta tra le tre opzioni che la Rai gli aveva proposto dopo la rimozione dalla conduzione di Report.

Niente Tg3 e niente sede del Cairo, dunque, la preferenza è ricaduta su Rainews, dove il giornalista aveva lavorato dal 1999 al 2006. Ranucci si è preso tutto il tempo necessario, fino alla tarda serata di ieri, quando scadeva il termine dopo la proroga concessa dall'azienda, per comunicare la sua decisione.

Fino all'ultimo momento si è confrontato con i suoi avvocati, anche perché la battaglia legale, nonostante il ricorso d'urgenza contro il suo spostamento sia stato respinto, è tutt'altro che conclusa.

Intanto il Tribunale di Roma si dovrà pronunciare sul merito, anche se serviranno mesi, e non è escluso che in quella sede possano emergere valutazioni diverse rispetto a quelle sposate dalla giudice Donatella Casari, secondo cui la rimozione sarebbe stata decisa per risolvere le tensioni interne scaturite dal clamore mediatico intorno all'inchiesta sull'attentato. A breve, forse già questa settimana, verrà, inoltre, presentato il ricorso contro la sospensione di dieci giorni comminatagli dalla Rai a seguito del parere del Comitato etico che ha ritenuto la sua condotta in contrasto con le regole aziendali.

"Sono stato accolto con molto affetto dalla redazione di Rainews - racconta Ranucci -, dove ci sono molti vecchi amici con cui abbiamo realizzato inchieste memorabili negli anni in cui c'era Berlusconi al governo".

L'ex conduttore di Report avrà una delega sugli approfondimenti, in sostanza dovrà occuparsi delle quattro rubriche che realizza la redazione all-news, ma le risorse sono limitate e a condurle sono gli stessi autori delle inchieste. Ranucci, che mantiene la carica di vicedirettore ad personam, non dovrebbe andare in video secondo le nuove regole di ingaggio. Il giornalista dovrà comunque scontare i dieci giorni di sospensione, che sono la pena massima prima del licenziamento, ma la data di avvio della sanzione non gli è stata ancora comunicata.

L'ex conduttore di Report, che ha 65 anni, ha, inoltre, quasi 300 giorni di ferie e recuperi da smaltire e dovrà farlo un po' alla volta, se non vuole di fatto assentarsi per un lunghissimo periodo dal lavoro.

Intanto l'8 novembre potrà essere tra gli spettatori del debutto della nuova stagione di Report, condotto da Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. La squadra si è voluta mostrare al completo in una foto di gruppo postata sui profili social del programma, nella quale c'è chi ha notato l'assenza di Giorgio Mottola, uno dei volti di punta del programma, che però smentisce le voci di rottura con la trasmissione.

Al gruppo è arrivato domenica da 'Che tempo che fa' il sostegno di Milena Gabanelli. "Penso che nessuno faccia niente da solo - ha detto l'ex conduttrice -. Puoi diventare il volto del programma, ma la forza è la squadra, che si è rimpolpata di colleghi più giovani, ma molti sono quelli che ho lasciato dieci anni fa. Sono convinta che si possa sopravvivere alla sparizione dei capi". C'è attesa per capire se le nuove inchieste saranno in linea con le precedenti e se gli ascolti risentiranno dell'uscita di Ranucci. Sono molti, infatti, gli utenti che, commentando i nuovi spot della trasmissione, accusano di tradimento i suoi ex compagni di squadra e annunciano che non guarderanno più il programma.

Ranucci: 'Torno a RaiNews con il sorriso che nessuna ingiustizia mi toglierà'

"Dopo la rimozione da Report, la Rai mi ha posto davanti a una scelta: la sede del Cairo in qualità di corrispondente, il Tg3 a disposizione del direttore, oppure RaiNews24 con delega agli approfondimenti. Ringrazio il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avermi aperto, in un momento così complicato della mia vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa ho mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista. Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a RaiNews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report". Lo spiega Sigfrido Ranucci su Facebook.

"Milena Gabanelli mi chiamò dopo aver realizzato l'inchiesta che denunciò l'uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti, il fosforo bianco, a Falluja: un lavoro realizzato tra il 2004 e il 2005 che, per la prima volta nella sua storia, portò il nome della Rai nel mondo con uno scoop internazionale - ricorda il giornalista -. Armi tremende che ancora oggi, nel silenzio degli indecenti, vengono usate da Israele a Gaza e in Libano. All'epoca il mio direttore era Roberto Morrione, il mio maestro. Insieme realizzammo molte inchieste: sull'uso dei proiettili all'uranio impoverito, sulla vera natura della missione militare a Nassiriya e, soprattutto, quella che nel 2000 portò al ritrovamento dell'intervista perduta al giudice Paolo Borsellino. In quell'intervista, realizzata appena due giorni prima della strage di Capaci, il magistrato parlò per la prima volta dei rapporti tra la mafia e i fratelli Dell'Utri, e della figura di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore".

"Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia - prosegue l'ex conduttore di Report -. Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni 90, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell'informazione. Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per 20 lunghi anni al successo di una trasmissione come Report, che è il fiore all'occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d'inchiesta nazionale e internazionale. Torno con il sorriso, che nessuna ingiustizia riuscirà a togliermi. E con la voglia intatta di combattere ancora le battaglie importanti per il nostro Paese. Quella per la libertà di informazione: in difesa dei diritti, accanto ai più fragili e a chi, in questo Paese, non ha voce". 

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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