"Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante il giro dei padiglioni a Eicma. il salone delle due ruote, rispondendo a chi le ha chiesto della nomina all'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, di Trifone Altieri come nuovo presidente. Una nomina che ha scatenato le critiche delle opposizioni e ha fatto emergere dubbi sull'incompatibilità dell'esponente leghista.
"Conto che tutto sia assolutamente regolare", ha affermato il vicepremier Matteo Salvini in via Bellerio a Milano. "Ho letto anche polemiche su Centemero, conosco e stimo entrambe le persone, mi sembrano polemiche ingenerose" ha aggiunto Salvini.
Le opposizioni però vanno all'attacco e chiedono alla premier di ritirare la nomina. Una lettera ufficiale in questo senso è stata inviata a Meloni dai capigruppo di Senato e Camera del M5s Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi, del Pd Francesco Boccia e Chiara Braga, di AVS Giuseppe De Cristofaro e Luana Zanella, di Italia Viva Raffaella Paita e Maria Elena Boschi, di +Europa Riccardo Magi e di Azione Matteo Richetti.
"Ho letto con sgomento e incredulità la notizia della nomina del leghista Altieri all'Anac: un fatto gravissimo, non si era mai verificata la nomina di un politico a capo di una autorità che deve vigilare sull'operato della politica. Il politico in questione è poi un leghista vicino al ministro che è tra i primi controllati dall'anticorruzione, si tratta di un precedente gravissimo tra l'altro in una fase molto delicata in Italia per le infrastrutture, bandi e appalti, tra il Ponte sullo Stretto e il Piano Casa", afferma l'eurodeputata del Pd Irene Tinagli, presidente della commissione per l'emergenza abitativa a Bruxelles.
"Questa nomina fa il paio con un'altra che trovo assai discutibile: il governo ha nominato commissario per il terzo pilastro del piano casa, quello più delicato, che affiderà una serie di agevolazioni a fondi di investimento anche stranieri, il braccio destro di Salvini al Mit, Elisabetta Pellegrini. Proprio Pellegrini avrà poteri enormi di deroga a varie normative nonché poteri di prevenzione e monitoraggio della corruzione". Per Tinagli "tutto questo è sbalorditivo. Salvini fa bingo con due controllori che, in un modo o nell'altro, lui stesso controlla: può darsi che queste manovre servano a puntellare politicamente il governo in chiave anti Vannacci, ma con quali conseguenze per il Paese? Salvini alza il prezzo, e la Meloni cede senza battere ciglio, ma chi pagherà questo prezzo sono i cittadini italiani".
"Quando si tratta dei cittadini il decreto bollette slitta per l'ennesima volta, quando si tratta di fare l'assalto all'Autorità anticorruzione il governo Meloni è velocissimo. È molto grave la scelta di Meloni e soci di provare a nominare ai vertici dell'Anac un uomo di partito, il leghista Altieri, dopo che a guidare l'Autorità in passato erano stati fior di giuristi indipendenti, fuori dai partiti: prima Raffaele Cantone, un magistrato che si era distinto nella lotta ai Casalesi e ora è Procuratore a Salerno, poi Giuseppe Busia, che si era distinto come segretario generale del Garante della privacy e ha terminato il mandato come Presidente del Network for Integrity e Presidente dell'European Network for Public Ethics". Lo scrive su facebook il leader M5s Giuseppe Conte.
"Non ci sorprende. Conosciamo le loro allergie - prosegue - non tollerano chi mette bocca sul Codice degli appalti, dopo che lo hanno modificato moltiplicando gli affidamenti diretti senza gara pubblica. Non tollerano chi fa rilievi sul fallimento dei progetti del Ponte sullo Stretto, la cui prima pietra è stata un'inchiesta per corruzione. Giorgia Meloni sollecitata a rispondere sul punto ha appena fatto spallucce: 'Era nelle nostre competenze farlo'. Non è così. La legge impone che il presidente sia nominato tra esperti di 'notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione', che non abbiano rivestito neppure nei tre anni precedenti incarichi elettivi o in partiti politici. Ma questa nomina di Altieri all'Anac non passerà, perché la legge richiede il voto favorevole dei 2/3 delle Commissioni parlamentari. E noi daremo battaglia!".
"La nomina di Nuccio Altieri alla presidenza dell'Anac non è solo una scelta politica inaccettabile: è contraria alla legge. L'articolo 13 del decreto legislativo 150 del 2009 vieta di nominare ai vertici dell'Autorità chi abbia ricoperto cariche di partito nei tre anni precedenti. Nel settembre 2024 la Lega ha nominato Altieri responsabile nazionale del dipartimento Difesa. Il triennio non è trascorso. Fine della discussione", chiosa il deputato di Avs Angelo Bonelli.
"C'è poi un secondo profilo, persino più grave - aggiunge - La stessa norma esclude chi abbia interessi in conflitto con le funzioni dell'Autorità. Altieri presiede Fincantieri Infrastrutture, una società pubblica che vive di appalti. Il controllore che viene dal controllato? Alla domanda dei giornalisti Giorgia Meloni ha risposto che il governo l'ha fatto perché era nelle sue competenze. No, presidente: tra le sue competenze non c'è violare la legge. E non è un caso isolato".
"Mentre gli italiani aspettano risposte sul caro energia, il governo ha dato ieri il via libera a due vergognose designazioni targate Lega", scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista. "Mi riferisco ad Alberto Bagnai all'Antitrust, alla designazione del deputato Giulio Centemero come commissario Consob, all'ex parlamentare Nuccio Altieri alla presidenza dell'Autorità nazionale anticorruzione. Siccome non bastava, nelle scorse settimane Salvini ha trovato posto nelle autorità portuali anche per Mirco Carloni e Annalisa Tardino. Il dettaglio meraviglioso è che Antitrust, Consob e ANAC sono Autorità indipendenti, concepite per essere autonome dalla politica, proprio perché devono vigilare sui mercati e garantire il rispetto delle regole anche quando a violarle è chi governa. Se diventano terreno di occupazione dei partiti, viene meno la ragione stessa per cui esistono. Una specie di previdenza politica integrativa sulla pelle degli italiani. I voti diminuiscono, le poltrone restano. E magari aumentano", conclude.
Nasce un caso sull'incompatibilità di Altieri all'Anac
La nomina di Trifone Altieri alla presidenza dell'Anac diventa un caso. Al centro della questione, scrive Repubblica, c'è la presunta incompatibilità dell'incarico per Altieri, manager indicato ieri dal governo in Consiglio dei ministri per la guida dell'Autorità nazionale anticorruzione, in quanto Altieri appena due anni fa era stato nominato responsabile nazionale del dipartimento Difesa della Lega.
Nel comunicato di palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri viene citato il decreto legislativo del 27 ottobre 2009, articolo 13, comma 3 in merito all'annuncio del conferimento dell'incarico. La norma afferma che "l'Autorità è organo collegiale composto dal presidente e da quattro componenti scelti tra esperti di elevata professionalità, anche estranei all'amministrazione, con comprovate competenze in Italia e all'estero, sia nel settore pubblico che in quello privato, di notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione (...)".
Il comma poi prosegue: "Il presidente ed i componenti dell'Autorità non possono essere scelti tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la nomina e, in ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell'Autorità".
Il 18 settembre 2024 la Lega, nel comunicare un nuovo assetto dei 31 dipartimenti del partito (rispetto ai 29 precedenti) annunciava la nomina di Trifone Altieri come responsabile nazionale del dipartimento Difesa dello stesso partito, al posto di Roberto Paolo Ferrari.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source: ANSA · Agenzia ANSA
At a glance
- Topic
- World
- Country
- 🇮🇹 IT
- Publisher language
- IT
- Added to Allnira