Il carrello della spesa sempre più costoso e la benzina alle stelle. Il carovita svuota i portafogli degli americani ed è motivo di forte insoddisfazione degli elettori, pronti a presentare il conto alle urne al partito repubblicano in carica. Fra i dazi e la guerra in Iran che ha fatto schizzare le quotazioni del petrolio, le ricette di Donald Trump non hanno dato i risultati sperati contro quell'inflazione che è costata cara a Joe Biden e ai democratici due anni fa. I prezzi al consumo si mantengono elevati e continuano a correre.
A settembre sono saliti al 3,7%, superando le attese e costringendo la Fed all'angolo. Dopo il rialzo dei tassi di interesse in settembre, un altro aumento del costo del denaro è dato per scontato entro la fine dell'anno per cercare di contenere l'inarrestabile galoppata dei prezzi, che ha proiettato al centro delle midterm l'affordability, la capacità di arrivare alla fine del mese. I rincari di tutti i generi, dagli alimentari ai biglietti aerei, stanno impoverendo la classe media americana, solo in parte aiutata dal taglio delle tasse di Trump. Con il Big Beautiful Bill, le imposte sono infatti scese di più per i paperoni americani, lasciando le famiglie in difficoltà a sbarcare il lunario. Il provvedimento del presidente ha avuto un impatto forte anche sui conti pubblici.
Il debito è infatti schizzato a 40.000 miliardi di dollari e, secondo le attese, continuerà a crescere, mettendo in difficoltà i repubblicani, partito che per tradizione cavalca il rigore fiscale. Prima di tornare alla Casa Bianca, Trump aveva assicurato che avrebbe rimesso in ordine le finanze americane dopo anni di spese folli dei democratici. Le sue ricette, però, non hanno risolto il problema e anche l'idea dell'amministrazione di puntare tutto sulla crescita per sistemare i conti non convince.
Fra i primi a sollevare i dubbi è stato il Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale la crescita da sola non sarà sufficiente a far scendere il disavanzo e serviranno delle misure per favorire l'aggiustamento. Per cercare di calmierare i prezzi, Trump di recente ha annunciato un accordo sul diesel con la Russia e ha rimosso alcuni dei dazi imposti al Canada, oltre a favorire le importazioni di petrolio dal Venezuela. Misure che potrebbero tradursi in una riduzione della pressione inflazionistica nel medio-lungo periodo, ma non per il 3 novembre quando gli americani andranno al voto.
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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