"Tina Anselmi, nella sua testimonianza di vita, ha incarnato i valori profondi dell'emancipazione della condizione femminile che ha caratterizzato la vita della Repubblica, imprimendo un segno profondo nella storia dell'Italia democratica". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del decimo anniversario della morte della partigiana, parlamentare e prima donna a ricoprire l'incarico di ministro della Repubblica italiana.
"A soli 17 anni - ricorda il Capo dello Stato - scelse di combattere per la libertà, diventando staffetta partigiana durante la lotta al nazifascismo. Prese parte alla rinascita delle libertà del Paese, partecipando al sindacato tessile e poi a quello dei maestri elementari. Provenendo dall'esperienza della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, scelse di impegnarsi in politica nel partito della Democrazia Cristiana, della quale divenne in breve dirigente del Movimento Femminile, occupandosi soprattutto dei temi del lavoro, della parità di diritti delle donne, della famiglia, dell'assistenza sociale.
Eletta alla Camera dei Deputati nel 1968, fu la prima donna a essere nominata ministro nella storia d'Italia. Da titolare del dicastero del Lavoro sostenne la legge sulla parità salariale e di trattamento nei luoghi di lavoro e fu protagonista del varo della legge per promuovere l'occupazione giovanile. Da ministra della Sanità tenne a battesimo il Servizio sanitario nazionale, patrimonio tra i più preziosi del Paese e compimento dei valori costituzionali".
Come sottolinea Mattarella, "il suo impegno di partito fu legato a quello di Aldo Moro. E dopo l'assassinio dello statista democristiano continuò a dare testimonianza di un impegno incrollabile per la trasparenza delle istituzioni e per la legalità. La presidenza della commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2 la rese simbolo del contrasto alle forme di potere occulto e delle loro ingerenze corruttive che avevano preteso di aggredire la democrazia italiana. A dieci anni dalla scomparsa, la Repubblica ne ricorda con riconoscenza figura e opera".
L'omaggio della Camera sui social
"Tina Anselmi muore dieci anni fa, il 1° novembre 2016 a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, dove era nata nel 1927. Nel settembre 1944, da studentessa militante dell'Azione cattolica, è costretta ad assistere all'impiccagione di 31 prigionieri catturati sul Monte Grappa dai nazifascisti. Anche a questo episodio è legato l'ingresso della diciassettenne Anselmi nella Resistenza". La Camera ricorda la partigiana e politica italiana, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica Italiana, con un omaggio video sui social.
"All'ultimo anno di guerra - viene ricordato - risale l'ingresso nella Democrazia cristiana e successivamente nel sindacato. Nel 1968 è eletta alla Camera, dove resterà fino al 1992. Dal 1976 guida il Ministero del Lavoro, prima donna titolare di un dicastero in Italia. Porta il suo nome la legge n. 903 del 1977 sulla Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Nel 1978, da Ministra della Sanità, contribuisce all'istituzione del Servizio sanitario nazionale. Presiede la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia P2 per due legislature, dal 1981 al 1987".
Fontana: "Tina Anselmi esempio di impegno per le istituzioni e la dignità della persona"
"A dieci anni dalla scomparsa di Tina Anselmi, ne ricordiamo la vita, la testimonianza e le opere. Staffetta partigiana, deputata e prima donna ministro della storia d'Italia, seppe tradurre i suoi valori cristiani in un impegno concreto per i diritti delle donne, la dignità del lavoro, i giovani, la sanità e la legalità. Battaglie condotte con coraggio e tenacia, offrendo un apporto prezioso alla crescita civile e sociale del nostro Paese". Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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