Oltre due milioni di prenotazioni in più nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e un miglioramento del rispetto dei tempi massimi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, con progressi in particolare per le prestazioni urgenti e brevi. Ma circa 4 milioni di prestazioni vengono fornite fuori tempo massimo. Restano quindi "margini di miglioramento, in particolare per gli accertamenti endoscopici e per alcune visite specialistiche". Emerge dal Bollettino periodico sulle liste di attesa, predisposto da Agenas sulla base dei dati della Piattaforma Nazionale, aggiornati al 30 settembre 2026. In base ai numeri, presentati oggi in conferenza stampa e relativi a 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici, nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono aumentate di 2 milioni, passando da 19,7 milioni del 2025 a 21,8 milioni, con un incremento di oltre il 10%. Crescono sia le prime visite specialistiche, da 11,3 a 12,3 milioni (+8,3%), sia gli esami diagnostici, da 8,4 a 9,5 milioni (+13,3%).
Calano, di pari passo, le prenotazioni effettuate oltre i tempi massimi di garanzia: per le prime visite passano da 2,14 a 2,11 milioni, con un'incidenza sul totale che scende dal 18,9% al 17,2%. Per gli esami diagnostici si riducono da 1,089 a 1,084 milioni, passando dal 12,9% all'11,4%. Ma "sommando le due voci restano circa 3,2 milioni di prestazioni fuori tempo massimo. Se a queste si aggiungono quelle fornite in prossimità della scadenza, ovvero nei giorni immediatamente successivi, si arriva a 4 milioni", hanno spiegato i tecnici. "Questo non significa che non siano state fornite ai cittadini; lo sono state ma in ritardo rispetto ai tempi previsti", ha sottolineato il dg di Agenas Angelo Tanese.
Migliora il rispetto dei tempi di garanzia: per le prime visite si passa dal 76,9% al 78,6%, da 8,7 a 9,6 milioni, con circa 935 mila prestazioni in più. Gli esami diagnostici nei tempi di garanzia passano dall'83,3% all'85% ovvero da 7 a 8,1 milioni, pari a 1,1 milioni di accertamenti aggiuntivi nei tempi di garanzia. Complessivamente, "si registrano quindi oltre 2 milioni di prenotazioni in più entro i tempi previsti", spiega l'agenzia.
Tanese (dg Agenas): 'Risultati incoraggianti, rafforzare lavoro'
"I dati confermano un miglioramento diffuso, segno di un impegno significativo di tutto il Servizio Sanitario sul tema delle liste d'attesa". Anche se "permangono differenze territoriali, tutte le Regioni sono al lavoro con metodo e determinazione, e i risultati iniziano a vedersi". Lo dichiara il direttore generale dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Angelo Tanese, commentando l'ultimo Bollettino sulle liste d'attesa relativo ai primi 9 mesi del 2026.
La Piattaforma nazionale, aggiunge Tanese, è "uno strumento indispensabile per capire dove intervenire e valutare l'impatto delle misure adottate. Oggi non ci muoviamo più al buio, e rileviamo ampi margini di miglioramento che richiedono interventi mirati. Conoscere i numeri, però, non basta. Per questo stiamo portando avanti con ciascuna Regione un confronto sulle criticità e le azioni da intraprendere". E, per migliorare, bisogna intervenire non solo sulla disponibilità delle prestazioni, ma anche sull'appropriatezza della cosiddetta "domanda prescrittiva".
Tra gli elementi critici, c'è infatti la distribuzione delle prescrizioni tra le diverse classi di priorità. Per le prime visite, la classe P (Programmabile entro 120 giorni) presenta un'incidenza media nazionale del 34,9%, ma con differenze significative tra le Regioni. "In particolare, in diversi ambiti si rileva un utilizzo non appropriato di questa classe di priorità", con prestazioni di controllo registrate come prime visite, rendendo più difficile capire quante persone abbiano davvero bisogno di una prima valutazione specialistica. Questo "evidenzia criticità nei processi di presa in carico dei pazienti" e "rende necessario approfondire i criteri di attribuzione delle priorità". Anche a questo mira il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028, che introduce nuovi strumenti per rafforzare il monitoraggio e l'appropriatezza prescrittiva. Per accompagnarne l'attuazione, Agenas ha istituito il Tavolo permanente, che si è riunito per la prima volta il 2 ottobre 2026.
'Migliorano le urgenze ma 1 su 5 fuori tempo massimo'
Migliora il rispetto dei tempi di garanzia per le prestazioni sanitarie urgenti e brevi, ma una su cinque è ancora fuori tempo massimo. A fronte di percentuali elevate per alcune prestazioni, visite dermatologiche e colonscopie continuano a presentare le maggiori criticità, con i tempi di garanzia non rispettati in circa tre casi su dieci. È quanto emerge dal Bollettino periodico sulle liste di attesa, presentato da Agenas sulla base dei dati della Piattaforma Nazionale Liste di Attesa, aggiornati al 30 settembre 2026.
Per le prime visite 'urgenti' (da effettuare entro tre giorni dalla prenotazione) la quota di prestazioni erogate nei tempi previsti sale dal 78,8% all'81,7%, mentre per quelle 'brevi' (da fare entro dieci giorni) passa dal 78,2% all'80,6%.
Tuttavia ancora un'ampia quota di prestazioni, circa il 20%, continua a non essere garantita entro i tempi previsti.
Progressi anche per gli esami diagnostici: le prestazioni urgenti rispettano i tempi nel 77,3% dei casi, contro il 74,2% precedente, mentre quelle brevi salgono dal 76,5% al 78,2%. In questo caso quindi sarebbero fuori tempo, rispettivamente, il 22,7% e il 21,8%.
Andando a guardare le prime visite 'differibili' (da eseguire entro 30 giorni) la percentuale di rispetto dei tempi sale al 73,4%; mentre per quelle 'programmabili' (entro 120 giorni) è stabile all'84,2%. Per gli esami diagnostici differibili, le prestazioni che rispettano i tempi salgono all'85,5% e per quelli programmabili all'87,1%.
Restano marcate le differenze tra le singole prestazioni. Le visite oncologiche raggiungono il 95,3% di rispetto dei tempi.
La visita dermatologica registra un recupero dal 65,8% al 69,9%, ma rimane tra le prestazioni più critiche. Così come la colonscopia recupera passando dal 62,8% al 69,3% ma ancora nel 30% dei casi, ovvero 3 volte su dieci va ben oltre i tempi previsti. Migliora la gastroscopia, dal 68,6% al 72,6%, mentre l'ecografia della mammella sale dal 78,3% all'82%.
'Maggiori criticità in Umbria, Puglia e Sardegna'
Il rispetto dei tempi di attesa delle prime visite ed esami diagnostici delle singole regioni nei primi 9 mesi del 2026 mostra un andamento positivo, pur con andamenti differenziati. Situazioni più critiche in Umbria e Puglia, entrambe però in miglioramento, e in Sardegna. E conferma la "necessità di proseguire un confronto puntuale con le singole Regioni". Emerge dal Bollettino sull'andamento delle liste d'attesa aggiornato al 30 settembre 2026 presentato oggi da Agenas.
In particolare per le prime visite, quattro regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte registrano un miglioramento ad eccezione della Sardegna: Friuli-Venezia Giulia (67,8%), Sardegna (64,3%, in calo rispetto al 68%), Umbria (62,7%), Puglia (55,3%). Le regioni con le performance migliori e sopra il 90% sono invece: Basilicata (99%), Marche (94,7%), Lazio (92,3%), Veneto (90,5%), ma in alcuni casi l'alta percentuale potrebbe essere riconducibile a un eccessivo numero di prescrizioni programmabili a 120 giorni (classe P) e dunque riconducibile a una criticità di appropriatezza prescrittiva da parte del medico ovvero di presa in carico dei pazienti in tempi troppo lunghi.
Per gli esami diagnostici tre regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%: Valle d'Aosta (69,7%), Umbria (64,7%), Puglia (63,4%). Invece con performance migliori sopra il 90% sono Veneto (97%), Campania (95,8%), Basilicata (95,1%), Marche (92,5%), Lazio (90,7%), Toscana (90%).
Grazie all'IA Marche e Trento best practice nel governo delle prescrizioni
Alcune regioni, come Marche e Pa di Trento, hanno saputo utilizzare le ampie possibilità di calcolo fornite dall'IA per affiancare un miglior "governo della domanda" di prestazioni sanitarie. A sottolinearlo è il nuovo Bollettino dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sull'andamento delle liste d'attesa, che presenta best practice da condividere.
La Regione Marche, ad esempio, ha sviluppato un sistema di controllo delle ricette che raccoglie le prescrizioni, individua eventuali incoerenze e consente alle Aziende sanitarie di attivare verifiche e momenti di confronto con i medici prescrittori. Dal gennaio 2025 il sistema ha analizzato oltre 18 milioni di ricette, rilevando, ad esempio, oltre 50.000 prescrizioni di visite con quesito diagnostico incoerente con il primo accesso. Tra agosto e settembre 2026 sono state inviate circa 200 comunicazioni ai medici per approfondire specifiche situazioni.
La Provincia autonoma di Trento, invece, ha sviluppato, attraverso la collaborazione tra Azienda sanitaria, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler, un prototipo di intelligenza artificiale denominato IntelliRAO, finalizzato a supportare i medici nella formulazione dei quesiti diagnostici e nell'attribuzione delle classi di priorità. Lo strumento, basato sull'analisi delle indicazioni cliniche, sta contribuendo a migliorare l'appropriatezza prescrittiva e a rendere più omogenea l'assegnazione delle priorità.
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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