Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov atterra ad Atlanta e spacca il G20 ancora prima dell'avvio dei lavori. La sua presenza irrita gli europei, che fanno muro contro la consueta foto di famiglia per non farsi immortalare con lui. Di fronte alle minacce di boicottaggio, il segretario di Stato Marco Rubio decide di accantonare il rituale per evitare ulteriori distrazioni e tensioni in un vertice che si è subito aperto in salita.

Il Regno Unito "segue da tempo una politica che prevede di non intrattenere rapporti diretti e bilaterali con i ministri russi fin dall'invasione dell'Ucraina", ha fatto sapere il ministero degli Esteri britannico. "Non c'è normalità con la Russia", ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. "Dobbiamo confrontarci sulle controversie" ma "non dobbiamo inviare segnali di falso ottimismo", ha aggiunto.

Cancellare la foto di famiglia, ha osservato il titolare degli esteri polacco Radoslaw Sikorski, è stata la decisione "giusta": "non sono l'unico a non voler farsi fotografare con Lavrov", ha aggiunto. L'Italia è rappresentata al vertice dalla sottosegretaria di Stato agli Esteri Maria Tripodi.

"Ci troviamo in un momento critico, lo definirei un momento di scelta; e non solo per il mio Paese, ma, francamente, per il mondo intero", ha detto Rubio aprendo i lavori e invitando i Paesi membri del G20 a collaborare. I dossier sul tavolo dei ministri degli Esteri sono molti: dalla guerra in Ucraina a quella in Iran, passando per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, nel Mar nero e nel Mar meridionale della Cina. Temi sui quali incombe il rischio di nuovi attacchi americani contro Teheran dopo le elezioni di metà mandato, e sui quali un consenso non appare a portata di mano.

A margine del G20 c'è stato un colloquio "piacevole" con Rubio, ha detto Lavrov. "Sì, abbiamo avuto una conversazione dignitosa, seppur breve, poiché, per ragioni comprensibili, lui ha molti impegni in qualità di ospite", ha messo in evidenza. Secondo quanto riferito da Ria Novosti, Lavrov ha dichiarato che i due hanno parlato delle "relazioni bilaterali e l'interazione in sedi multilaterali, tra cui le Nazioni Unite , il G20 e l'Apec, il cui vertice si terrà a breve, a novembre a Shenzhen, in Cina". 

La presenza della Russia non sembra in grado di facilitare il dialogo su Kiev, anche se gli Stati Uniti presidenti di turno l'hanno voluta al tavolo nella convinzione, come Rubio ha ripetuto in più occasioni, che per risolvere il conflitto è necessario parlare con tutte e due le parti. L'Ucraina, che non è membro del G20, non è stata invitata ad Atlanta nonostante abbia partecipato ad altri vertici dei 20 grandi del mondo.

Washington ha fatto sapere di aver deciso consapevolmente di non invitare Kiev, limitando gli inviti solo ai paesi membri. Fra gli invitati - riportano i media americani - però è assente il Sud Africa, uno dei paesi fondatori del G20 che è da tempo nel mirino di Donald Trump.

L'incontro di Atlanta ha come obiettivo quello di gettare le basi per il vertice dei leader del 14 e 15 dicembre a Miami.

Un appuntamento al quale il commander-in-chief ha invitato il presidente russo Vladimir Putin. Il Cremlino non ha ancora fatto sapere se parteciperà ma Trump spera in una sua presenza. Il sogno del commander-in-chief è quello di un incontro e un accordo di pace fra Putin e Volodymyr Zelensky a Miami, nel suo albergo Doral. In quest'ottica gli sforzi americani per il raggiungimento della pace in Ucraina si sono intensificati. Un incontro trilaterale a livello tecnico sarebbe previsto il prossimo mese. E un segnale positivo appare anche l'apertura di Putin a parlare con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "E' aperto al dialogo con tutti", ha osservato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Mentre sul terreno la situazione resta difficile con i raid russi a Dnipro che hanno lasciato migliaia di persone al buio, Zelensky continua a tessere la sua tela diplomatica e vola dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, un leader che Trump stima molto e che potrebbe giocare un ruolo nel raggiungimento della pace in Ucraina. 

Kallas: 'Da Lavrov menzogne al G20, nessun segnale di apertura'

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov non ha mostrato alcun segnale di apertura nel corso del G20 ad Atlanta. Lo ha dichiarato all'Afp l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas. "No", ha risposto quando le è stato chiesto se il ministro russo avesse fornito una qualche indicazione sulla volontà di Mosca di negoziare, aggiungendo che "naturalmente ha avanzato molte menzogne, molte tesi false che siamo poi riusciti a smentire". 

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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