Nuovi dati indicano che la placca ionica, un segmento della più vasta placca tettonica africana che si trova al centro del Mar Ionio, si sta frantumando proprio al di sotto della Calabria meridionale. Lo indicano i risultati dello studio guidato dall'Università dell'Oregon al quale ha partecipato anche l'Italia, con Università della Basilicata, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Palermo e Università di Bologna. La ricerca, pubblicata sulla rivista Communications Earth & Environment, può aiutare a capire meglio i processi in atto in quest'area e a migliorare la valutazione del rischio sismico in una regione molto attiva, nella quale sono avvenuti alcuni dei più grandi terremoti della storia italiana.

"I dati ottenuti finora con la tecnica della tomografia sismica, che è una metodologia simile ad una Tac per osservare l’interno della Terra, non hanno fornito una risposta conclusiva a questo interrogativo, perché la loro risoluzione è insufficiente per stabilire se la placca ionica sia integra o lacerata", dice all'ANSA Domenico Chiarella dell'Università di Bologna, uno degli autori della ricerca. "Lo scopo del nostro lavoro è, quindi, provare a dare una risposta a questa incertezza. I nostri risultati - prosegue il ricercatore - indicano che i terrazzi marini che si ritrovano lungo il margine meridionale della Calabria si siano sollevati in tempi più recenti, circa 125mila anni fa invece che un milione di anni fa, e a velocità molto maggiori. Questi risultati - conclude Chiarella - avvalorano una lacerazione attiva della placca ionica".

Il sistema di faglie che si trova sotto lo Stretto di Messina e il Mar Ionio è una delle zone geologicamente più complesse d'Europa. In quest'area, interagiscono la placca eurasiatica e quella africana, che si sta inabissando al di sotto della prima. Questo fenomeno è la causa dell'allontanamento progressivo della Calabria dalla Sicilia: le due si stanno distanziando lentamente al ritmo di circa 0,5 - 0,8 millimetri l'anno.

I ricercatori guidati da Rebecca Dorsey hanno raccolto campioni di sabbia dai terrazzi marini della Calabria, antiche linee di costa che si sono pian piano sollevate centinaia di migliaia di anni fa e che arrivano fino a 1.000 metri sopra il livello del mare. I dati indicano che tali formazioni, simili a gradoni, si stanno sollevando a una velocità da cinque a dieci volte superiore di quanto si pensasse, e sono dunque più recenti rispetto a quanto ipotizzato finora. I risultati mettono in discussione le spiegazioni correnti sull'innalzamento dei terrazzi marini e ne forniscono una alternativa: potrebbe essere in atto una lacerazione della placca ionica proprio sotto la Calabria.

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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