Il conto alla rovescia è quasi terminato. Il varo della legge di bilancio è confermato per la prossima settimana. Ma il menu definitivo delle misure è ancora appeso alla speranza che i colloqui "proficui" con l'Europa permettano di allargare i margini a disposizione. E se da un lato c'è la consapevolezza di dover dare un segnale a famiglie e imprese fiaccate dall'inflazione e ai giovani protagonisti di questi giorni di proteste e tensioni, dall'altro l'incertezza del momento impone al Ministero dell'Economia di garantire una "rotta sicura".

Si fa intanto più complicato il confronto con le banche, che pur ribadendo la "disponibilità" a contribuire, mandano un avviso al governo: sarà difficile rifare un accordo con chi non rispetta i patti. La quinta legge di bilancio del governo Meloni, cui qualche mese fa si guardava come alla manovra elettorale da riempire di misure bandiera per allargare il consenso, parte con margini di bilancio stretti in un contesto esterno in cui shock energetico e inflazione mordono i bilanci famigliari, i rendimenti dei titoli di Stato sono in risalita e all'orizzonte si profila un rialzo dei tassi. "La responsabilità consiglia di muoversi senza dimenticare gli obiettivi politici e i problemi di equilibrio sociale", spiega il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, ma anche tenendo conto che la "coperta è corta".

Su una manovra da 23,5 miliardi, tolti gli oltre 14 di flessibilità da destinare alle spese per l'energia e la difesa, restano infatti a disposizione appena 9 miliardi. E quindi - mette in guardia il ministro - dobbiamo "essere molto attenti a come ci si muove". Il cronoprogramma intanto resta confermato. La manovra verrà approvata "la settimana prossima", assicura Giorgetti. Il cdm dovrebbe essere convocato per martedì o mercoledì. La messa a punto delle misure richiede dunque ancora qualche giorno di lavoro. Con gli occhi puntati a Bruxelles, da dove si attende una risposta sulla possibilità di rendere ancora più elastica la flessibilità sull'energia.

"Stiamo aspettando la rifinitura dei margini, della clausola di scostamento da parte dell'Ue", ricorda Giorgetti, rivendicando la postura "equilibrata" portata avanti dal governo, quanto mai necessaria, visto il "clima di burrasca sempre all'orizzonte". Sul tavolo del Mef ci sono le misure "molto targettizzate e ragionate" discusse in questi giorni tra le diverse forze di maggioranza. Le priorità su cui verranno convogliate le risorse sono famiglie, ceto medio, giovani e anziani, potenziamento del sistema sanitario e contenimento dei costi dell'energia per cittadini e imprese. Per dare risposte ai giovani, in particolare, si lavora al rafforzamento delle maxideduzioni per l'assunzione: in particolare quella per i giovani verrebbe portata dal 130% al 140% e quella per le giovani donne madri dal 130% al 180%. Inoltre, per alleggerire la tassazione a carico dei giovani occupati, si studia una flat tax al 5% fino a 30-35 anni e 20-30mila euro di reddito.

Dunque interventi per "ridurre drasticamente le tasse per i giovani", spiega il vicepremier Antonio Tajani, ma anche interventi per "agevolare chi va in congedo di paternità o maternità". Si lavora anche a limare le proposte identitarie dei partiti, dalla pensione a 64 anni su cui insiste la Lega, all'estensione del taglio dell'Irpef fino almeno a 55mila euro voluta da Forza Italia, fino alla proposta di Noi Moderati di una cedolare secca al 5% per le locazioni a lungo termine. Resta intanto aperto il capitolo banche, in vista del contributo da 5 miliardi che il governo si prepara a chiedere al settore finanziario. La contrarietà già espressa nei giorni scorsi, viene rafforzata da un nuovo altolà. La "disponibilità a fare tutto quello che è possibile per aiutare" c'è sempre, dice il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, ma l'intesa triennale siglata lo scorso anno "già non funziona più". Quindi "difficilmente", è l'avvertimento, le banche "si sentiranno di rifare un accordo con una controparte che non lo rispetta".

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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