La Corea del Nord è responsabile del furto del secolo ai danni di Binance. Secondo l'Fbi, Pyongyang ha agito tramite 'TraderTraitor', il gruppo di elite cybercriminale che in soli 20 minuti ha sottratto dalla piattaforma più di 6 miliardi di dollari, convertendone gran parte in ethereum per riciclarli. La ricostruzione del Bureau fa luce sul maxi attacco hacker che ha scosso il mondo delle criptovalute e confermato l'abilità degli hacker nordcoreani, da anni protagonisti di alcune delle maggiori cyber rapine. In seguito al maxi-furto Binance si è impegnata ad assorbire l'impatto totale del furto in modo che i suoi clienti non subiscano perdite. I prelievi sulla piattaforma sono ripresi dopo lo stop di emergenza deciso per far fronte al "complesso attacco" che ha coinvolto un portatile compromesso e un software progettato per eliminare le tracce della propria attività, rendendo così più difficile risalire all'accaduto e condurre le indagini. Una volta che le indagini saranno concluse "pubblicheremo un report sull'incidente con ulteriori dettagli", ha assicurato Binance.

L'incidente ha messo in evidenza i rischi alla sicurezza che si trovano ad affrontare le piattaforme di criptovalute e le valute digitali stesse, di nuovo nel mirino delle critiche perché non sicure e inaffidabili. Il nodo non è solo la difficoltà nell'identificare gli hacker ma anche nel prevenire che gli asset rubati siano convertiti e trasferiti per riciclare denaro. "Stiamo raccogliendo informazioni, non sono preoccupato", ha detto Donald Trump, grande sostenitore delle critpovalute che sono ormai una componente essenziale del suo impero finanziario di famiglia.

Il presidente da qualche settimana è apparso anche di nuovo interessato a riallacciare e coltivare il suo rapporto con il leader nord coreano Kim Jong-Un, anche se al momento non sono in programma incontri a margine del vertice dell'Apec che si terrà in Cina nella seconda metà di novembre. La rete di cybercriminali della Corea del Nord è molto nota per la sua efficacia. 'TraderTraitor' ha infatti più volte preso di mira il settore delle criptovalute, protocolli DeFi e investitori, con l'obiettivo di raccogliere fondi per le casse del leader supremo Kim. Pyongyang è notoriamente la prima fonte di produzione e possesso di dollari contraffatti poi immessi sui mercati, ma negli ultimi anni ha affinato le capacità hacker con gruppi di elite. 'TraderTraitor' è uno dei questi: nel 2025 è stato accusato di aver rubato 1,5 miliardi in un attacco a Bybit, e altri milioni a KelpDAO nell'aprile 2026. Gli osservatori ritengono che 'TraderTraitor' sia parte di Lazarus Group, salito agli onori delle cronache nel 2014 quando fu accusato di aver hackerato Sony Pictures in ritorsione contro 'The Interview', il film parodia su Kim.

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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