L'assemblea di Mps ha bocciato l'offerta pubblica di scambio su Banco Bpm, primo punto del piano dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio al voto dell'assemblea del Monte dei Paschi. Contrario il 91,1% del capitale presente, favorevole il 6,47% mentre si è astenuto il 2,41%. Il voto, a cui era presente il 65,85% del capitale, sarà seguito da quello sull'Ops per Banca Generali, che appare destinata a un epilogo analogo.
In precedenza l'assemblea ha bocciato la proposta di fusione tra Mediobanca e il Monte dei Paschi di Siena. La delibera, per la cui approvazione sarebbero serviti i due terzi dei voti, ha raccolto il voto contrario del 63,65% del capitale presente, quello favorevole del 32,91% mentre gli astenuti sono stati il 3,42%.
Per effetto della bocciatura della fusione, non verrà trattato il secondo punto all'ordine del giorno della parte straordinaria, relativo alle scissioni legate alla fusione, mentre la discussione dei punti 4 e 5 è stata posticipata, in attesa di capire se l'assemblea, in sede straordinaria, intenda ridurre il capitale sociale.
Il voto dell'assemblea di Mps "non è il verdetto finale sul futuro del Monte" ma "solo un passaggio" in quanto "tra il voto di oggi e l'obiettivo dichiarato" da Intesa Sanpaolo "c'è ancora una strada lunga" che culminerà nel "procedimento Antitrust", ha detto l'ad di Mps, Luigi Lovaglio, in assemblea.
"Solo allora sarà possibile conoscere con maggiore chiarezza il perimetro effettivo dell'operazione, gli eventuali correttivi e le condizioni complessive sulle quali gli azionisti saranno chiamati a decidere, documenti da pubblicare, condizioni da conoscere e adesioni effettive da raccogliere".
Precedentemente al voto, sempre in assemblea Lovaglio aveva sottolineato che ai soci veniva proposto "il completamento di un progetto che ha visto un plebiscito all'assemblea Mps dello scorso anno e un'adesione massiccia da parte degli azionisti di Mediobanca" e rispetto al quale "il mercato", in particolare fondi e investitori istituzionali, "ha continuato a manifestare con chiarezza una valutazione positiva".
Lovaglio si era detto consapevole che "l'aritmetica della fusione sarebbe stata difficile" per la "posizione di alcuni azionisti rilevanti" e "sorpreso" del "cambio di rotta" di Intesa, "inizialmente favorevole" e poi "orientata a non approvarla".
Il discorso finale di Lovaglio si è concluso tra gli applausi dei soci presenti in assemblea. I piccoli azionisti hanno lungamente applaudito il manager, tributandogli una standing ovation e gridando ripetutamente "bravo", dopo che nel corso dei loro interventi avevano a più riprese espresso il loro apprezzamento per il lavoro del banchiere a difesa dell'autonomia e integrità del Monte.
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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