Uniti, sempre più uniti, in un mondo giorno dopo giorno più diviso. La premessa del patto di ferro siglato tra Europa e Canada, può apparire abbastanza semplice ma la nuova alleanza costruita da Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Mark Carney non ha precedenti nella storia transatlantica. E' molto più di una partnership. Piuttosto, si presenta come il primo passo per uno spazio economico, politico e valoriale comune, che permetterà a Ottawa e Bruxelles di interagire anche da un punto di vista legislativo. E, chi tra i 27 governi, pensava che la definizione del Canada come "membro associato" fosse stata accantonata si sbagliava di grosso.
L'adozione della formula, hanno assicurato i firmatari della dichiarazione congiunta adottata a Montreal, è solo rinviata e potrebbe vedere la luce nel giugno del 2027, a un Consiglio europeo al quale anche il Canada siederà.
Da qui ai prossimi mesi spetterà a von der Leyen e Costa smussare gli angoli nel dibattito tra i 27, superando le perplessità di chi, a partire dalla Germania, ha visto la formula 'membro associato' come un gesto di scortesia politica verso Kiev o una sponda giuridica alla quale anche altri Paesi extra-Ue potrebbero guardare. Per la presidente della Commissione e per il presidente del Consiglio europeo il dado è invece tratto. E, in conferenza stampa, il termine 'membro associato' ha ottenuto anche l'esplicito endorsement del premier canadese. "Nei prossimi mesi definiremo insieme la portata, l'ampiezza e i contenuti concreti di questa nuova forma di associazione", ha sottolineato Carney. L'avvicinamento tra Ue e Canada gode "dell'ampio sostegno dei Paesi membri e dei cittadini, nonché della grande maggioranza del Parlamento europeo", ha tagliato corto von der Leyen.
Politiche, programmi, governance: questi i tre pilastri dell'Alleanza per il futuro. Sul primo punto Ue e Canada fanno affidamento a "valori e ambizioni comuni" su dossier come il multilateralismo, il commercio, l'IA, le politiche ambientali.
E, chiaramente, il sostegno all'Ucraina. La novità dell'ultim'ora, non a caso, è la partecipazione del Canada al prestito da 90 miliardi per Kiev proprio nel giorno in cui la Commissione ha approvato la maxi-tranche da 45 miliardi da versare ad un'Ucraina finanziariamente sempre più in difficoltà.
Sul piano dei programmi l'intersecazione tra Ue e Canada progredirà in maniera esponenziale, aumentando partecipazione del secondo - ad esempio - a Horizon e Erasmus+. Sul piano della governance la novità è importante: Canada e Ue siederanno ciclicamente allo stesso tavolo. A marzo, ad esempio, si riuniranno il collegio dei commissari e il governo federale bianco-rosso. A metà novembre Carney tornerà a prendere parte - dopo l'appuntamento di Yerevan - alla riunione della Comunità Politica europea di Dublino. A giungo il premier canadese siederà al tavolo del summit Ue.
A tutto ciò si aggiungono gli aspetti meramente economici della nuova partnership, a partire dall'apertura del concetto di Made in Europe al Canada. E dall'export di Gnl e materie critiche, del quale il Paese nordamericano è ricchissimo.
"L'accordo porterà posti di lavoro, accesso al mercato alle imprese, catene di resilienza", ha sottolineato von der Leyen.
Donald Trump, nella conferenza stampa di Montreal, non è stato neppure citato ma l'intesa Ue-Canada - al pari della vittoria elettorale di Carney è figlia anche e soprattutto della nuova America. "Come te, Mark, credo che la nostra alleanza debba fungere da faro per le altre democrazie", ha sottolineato Costa. "Siamo partner strategicamente importanti, amici intimi e vicini", recita il testo della dichiarazione di Montreal.
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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