"In questi giorni si è svolta l'azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky. Auspico che la collaborazione tra le parti che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace". Così il Papa all'Aneglus. Lo stesso Leone ha avuto un ruolo di mediazione nella tregua tra russi e ucraini per la cittadina ucraina.
Il Papa, la santità non è un privilegio per pochi ma per tutti i 'disarmati'
"È impossibile 'contare' la schiera di fratelli e sorelle" santi "e non solo numericamente: la santità non è riducibile a nessun calcolo, perché così è il bene che tutti i santi hanno diffuso attorno a sé nel mondo. Guardando ad essi con ammirazione ci chiediamo: queste persone, con la grazia di Dio, che cosa hanno generato? Essenzialmente gesti e scelte d'amore, che superano i calcoli dell'avidità e la prepotenza del male che a volte sembra prevalere. I santi e le sante sono il segno più bello e più forte del Regno di Dio che viene, anzi, che è già in mezzo a noi. Inoltre, questa moltitudine beata abbraccia le più diverse provenienze, culture e situazioni di vita: la santità non è un privilegio per pochi, ma è una vocazione universale che interpella ciascuno di noi lì dove viviamo". Lo dice papa Leone all'Angelus che cade nella Festa di Ognissanti. "Questo è il messaggio carico di speranza della festa di oggi - aggiunge -: Dio vede il bene che noi non vediamo, conosce storie che noi non conosciamo, raggiunge cuori ai quali noi non abbiamo accesso". "Oggi, infatti - ha anche detto Leone - celebriamo tutti i santi: quelli che la Chiesa ha riconosciuto come tali e anche i tantissimi che non lo sono stati ma che Dio conosce. Come ci ricorda il Vangelo odierno, si tratta di poveri in spirito, ma ricchi dell'amore di Dio. Hanno volti rigati dalle lacrime, ma consolati nella preghiera. Sono miti di fronte alla violenza e ricompensati dal Padre. Affamati di giustizia e saziati nell'intimo della coscienza. Disponibili al perdono e abbracciati dalla misericordia. Disarmati nel cuore, ma custoditi da Dio. Costruttori di pace, chiamati per nome da Dio. Perseguitati e offesi, ma forti nella fede e nella carità". "Non ci stanchiamo - ha esortato quindi - di costruire la pace, sia nelle situazioni più importanti sia in quelle della vita di ogni giorno".
Il Papa sui Giochi olimpici in Africa: "Ancora un segno di speranza dallo sport"
"Da ieri fino al 13 novembre si svolgono ad Dakar, capitale del Senegal i Giochi olimpici giovanili per atleti dai 15 a 18 anni: è il primo evento olimpico organizzato nel continente africano. Oltre le gare questi giochi comprendono incontri educativi e culturali per promuovere i valori olimpici e la conoscenza tra giovani di tutto il mondo. Ecco di nuovo un segno di speranza che viene dal mondo dello sport. Saluto e benedico dei cuori tutti i partecipanti" Lo ha detto il Papa all'Angelus. "Dall'8 al 15 novembre - ha anche fatto sapere il Pontefice - avrà luogo a Roma la missione con i poveri promossa dai Frati minori. Mi congratulo con i figli di San Francesco che con questa iniziativa mettono i poveri al centro così come faceva Gesù e come ha fatto San Francesco d'Assisi. E ringrazio le istituzioni civili e le forze dell'ordine che hanno dato piena collaborazione". "Saluto pure - ha concluso Leone - i partecipanti alla corsa dei Santi che anche quest'anno le missioni Don Bosco hanno organizzato a Roma per promuovere lo sport come esperienza educativa. Domani pomeriggio nella commemorazione di tutti i fedeli defunti celebrerò la messa nel cimitero del Verano. In questi giorni sentiamoci uniti nella comunione dei santi all'immensa famiglia dei fratelli e delle sorelle che ci hanno preceduto nel pellegrinaggio terreno. E preghiamo per i defunti, specialmente per quelli che nessuno ricorda".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source: ANSA · Agenzia ANSA
At a glance
- Topic
- World
- Country
- 🇮🇹 IT
- Publisher language
- IT
- Added to Allnira