Avrebbero utilizzato una serie di "profili social e chat per incitare a compiere violenze nelle strade" di molte città, così come avvenuto nelle ultime settimane. Su questa accusa si basano le sessanta perquisizioni svolte da Digos e Polizia postale in 23 città il giorno dopo le tensioni registrate a margine della giornata di sciopero nazionale convocato dall'Usb.

Nel corso delle perquisizioni gli investigatori hanno trovato armi giocattolo, frangivetri ma anche indumenti che erano stati rubati durante i saccheggi. Sequestrati anche undici telefoni cellulari che ora verranno analizzati. I controlli sono quindi scattati a poche ore di distanza dagli scontri avvenuti tra manifestanti e forze dell'ordine, in particolare a Roma, dove alcuni gruppi di giovani hanno cercato di raggiungere sedi istituzionali nel cuore della Capitale, e a Torino. Il bilancio dei controlli effettuati dalle forze dell'ordine a Roma parla di sette persone denunciate e 369 identificate. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati che vanno dalla resistenza aggravata a pubblico ufficiale al travisamento in luogo pubblico, dal porto di oggetti atti ad offendere al blocco stradale.

Video Tende al Colosseo, gli studenti: 'Abbiamo perso fiducia nelle istituzioni'

La posizione di tutti gli identificati resta al vaglio della Questura per l'accertamento di eventuali responsabilità penali e amministrative. Sotto esame anche l'interruzione della circolazione stradale e tranviaria avvenuta nell'area di viale Aventino, dove un gruppo di manifestanti si è seduto a terra per ostacolare o rallentare le operazioni di identificazione. Nella Capitale prosegue intanto il presidio organizzato da studenti e lavoratori nell'area dei Fori Imperiali. Una quarantina le tende allestite a poca distanza dal Colosseo. "Non vogliamo che la nostra protesta finisca con la manifestazione di venerdì: tra affitti e precarietà il carovita lo subiamo sulla nostra pelle", affermano due studenti dei collettivi Osa e Cambiare Rotta, spiegando le ragioni del presidio. L'accampamento dovrebbe proseguire anche nelle prossime ore e fare da punto di riferimento per le iniziative annunciate dagli organizzatori. Provvedimenti e denunce sono scattati anche in altre città. A Torino dodici persone sono state denunciate: le contestazioni comprendono anche la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale. In tutto sono state identificate 256 persone. Undici di queste sono state accompagnate negli uffici della questura per ulteriori accertamenti. Allerta anche a Milano, dove le forze dell'ordine continuano a monitorare il territorio dopo le violenze del 17 e 18 ottobre. Controlli rafforzati nelle stazioni ferroviarie. In centro, dove l'impiego dei paracadutisti è stato prorogato fino a marzo, agenti in borghese tengono d'occhio le vie dell'asse Duomo-Brera-Cairoli. Per evitare sorprese, in occasione di Halloween, la sfilata del 'Dia de los Muertos', organizzata dal consolato messicano, è stata trasformata in un presidio. Nel corso della giornata non sono risultate tuttavia particolari criticità o segnalazioni di gruppi ritenuti a rischio. A Bologna, invece, il corteo contro carovita e riarmo si è svolto senza scontri. La Questura riferisce di circa 300 persone identificate e di un fermo preventivo nei confronti di un soggetto trovato in possesso di un passamontagna e di occhiali protettivi. Dopo gli accertamenti non sono emersi elementi per procedere a una denuncia. Restano in corso verifiche da parte della Digos per accertare eventuali responsabilità legate ad alcune violazioni del percorso concordato per la manifestazione.

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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