Più della metà aveva meno di nove
anni quando è avvenuto il delitto, quasi uno su tre non ne aveva
ancora compiuti sei. Nell'87,7 per cento dei casi documentati,
l'autore del reato è un loro genitore e, al momento del delitto,
più della metà dei bambini era in casa. Questa la fotografia
degli orfani di femminicidio che emerge dall'indagine del
progetto 'Respiro-Rete di sostegno per percorsi di inclusione e
resilienza con gli orfani speciali', selezionato da Con i
Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà
educativa minorile.
Il rapporto è stato presentato oggi a Napoli in occasione
dell'incontro 'Orfani di femminicidio: lo Stato che c'è. Cinque
anni del progetto Respiro. La rilevazione raccoglie informazioni
su 124 orfani, appartenenti a 78 nuclei familiari, presi in
carico dal progetto in sei regioni: Basilicata, Calabria,
Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Respiro è un progetto realizzato dalla cooperativa sociale
Irene '95, capofila di una rete nazionale e territoriale che
comprende Cismal, Save the Children Italia, Terre des Hommes
Italia, Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di
Bari-Giovanni XXIII, Centro Famiglie Catania, Cestrim onlus,
Cipm Sardegna, Consorzio Co.Re, Progetto Sirio, Centro
antiviolenza Thamaia, Koinos coop. sociale, Associazione
Sinapsi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source: ANSA · Agenzia ANSA
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