"Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all'Ucraina": così il vicepremier Matteo Salvini al congresso straordinario della Lega, in corso a Milano. Salvini ha poi chiesto alla platea di delegati: "Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato".

"Ringrazio Massimo - ha detto -per averci offerto la possibilità di fare un dibattito nell'unica sede in cui è opportuno fare un dibattito. Siamo qua perché come per Massimo per me da 36 anni la Lega è la mia famiglia, lo sanno i miei figli, chi vive con me, i miei genitori, per quanti di voi la Lega viene prima della famiglia?". 

Da palco Salvini ha rivolto una frecciatina allo sfidante Massimo Garavaglia, che prima aveva detto: "Io lunedì vado a visitare le aziende e domani sono nel Bresciano. Tutti gli imprenditori mi dicono: 'Avanti così, salutami Giorgetti e ringrazialo'. Questo è fondamentale". Poco dopo Salvini ha replicato: "Gli imprenditori del Nord ci chiedevano di entrare nel governo Draghi, poi alle Politiche hanno votato gli unici che non erano nel governo Draghi. Oltre a Massimo (Garavaglia, sfidante alla segreteria, ndr) dico, ai complimenti a Giorgetti che faccio anche io, se ci votassero non farebbe schifo…la pacca sulla spalla alla Lega e il voto per qualcun altro non ci fa salvare le fabbriche dall'Ue".

Salvini ha anche rimarcato: "Mi pento per la scelta e me ne assumo pienamente la responsabilità, entrando nel governo Draghi col Pd. Mai più, mai più, mai più".

"Abbiamo provato - ha detto Garavaglia nel suo intervento - comprando un giocatore e non ha funzionato. Ma un giocatore è sul mercato e se arriva un'offerta migliore, se ne va. Se invece peschi dal vivaio, lì c'è l'attaccamento alla maglia. Bene dobbiamo pescare dal vivaio e abbiamo fuoriclasse che tutti ci invidiano. Se dovessi vincere, io voglio al mio fianco, e davanti a me, questi fuoriclasse: Zaia, Durigon, Giorgetti, ovviamente Matteo Salvini. Noi i fuoriclasse li abbiamo". 

"Perché mi sono candidato? Perché l'obiettivo è invertire il trend, dobbiamo svegliarci", ha detto Garavaglia. "I sondaggi sono indicazioni, danno una direzione. Abbiamo preso l'8,8% alle elezioni e non siamo cresciuti. Dobbiamo crescere", ha aggiunto. "Dovessi mai vincere, non ci sarà nessuna rappresaglia, nessuna punizione, nessuna lista nera: siamo una famiglia"

Prima ha preso la parola il ministro Giancarlo Giorgetti. "Va tutto bene? No, non va tutto bene. Lo percepiamo - ha detto Giorgetti - chiaramente che abbiamo dei problemi. Siamo qua per migliorare. Ed è perfettamente comprensibile per chi partiva da zero. Marti (segretario della Lega in Puglia, ndr) è chiaro che tu sei contento se fai un 8%. Il problema è se a Bergamo, dove erano abituati a fare il 50%, fanno il 20% e si incazzano e si chiedono perché. E allora come si fa a recuperare? Qui si è parlato di squadra. Io dico semplicemente: facciamo salire in squadra quelli che hanno dimostrato sul territorio di riuscire a produrre consenso".

LA DIRETTA: 

La seconda e ultima giornata del congresso è cominciata con quasi un'ora di ritardo per problemi tecnici, nel centro congressi Allianz MiCo di Milano. Lorenzo Fontana, che presiede l'assemblea, si è scusato dicendo: "L'intelligenza artificiale evidentemente tanto intelligente ancora non è, abbiamo margini per sopravvivere".    

Oggi si sfideranno i due candidati alla segreteria: il dimissionario Matteo Salvini e lo sfidante Massimo Garavaglia, senatore ed ex ministro nel governo Draghi. Chi vince resterà alla guida del partito per 4 anni, fino al 2030.

C'è attesa per quanto dirà Salvini anche sui nuovi organi voluti nello statuto, e approvati ieri, e su quale ruolo potrebbe avere Luca Zaia. Sono la segreteria politica formata da 9 componenti e il coordinatore federale delle segreterie, entrambi scelti dal leader che può revocarli. Altra novità attesa: il simbolo del partito che potrebbe contenere l'espressione "Italia federale", in un vecchio copyright di Umberto Bossi, tenendo la sagoma di Alberto da Giussano. Finirà comunque l'era della "Lega Salvini premier" (nome attuale) voluta dal vicepremier, che è alla guida del partito dal 2013. Lo impone, tra l'altro, la nuova legge elettorale.
   

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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