Flavio Bolsonaro, fuggito negli Stati Uniti dopo aver perso le elezioni contro il presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva, ha rivendicato di essere il "vero presidente del Brasile". "Sono io il presidente eletto e i criminali che hanno rubato le elezioni in Brasile fanno parte di un'organizzazione criminale che ha instaurato una tirannia", ha scritto il senatore in una dichiarazione pubblicata sul suo profilo X, denunciando una "frode elettorale". "Da qui guiderò l'opposizione", ha aggiunto.
Donald Trump ha detto che "non vuole essere coinvolto" in merito alle rivendicazioni di Flavio Bolsonaro che si è dichiarato il legittimo presidente del Brasile. "Non intendo commentare la questione", ha detto il tycoon ai media prima di partire per l'Ohio, altra tappa del suo tour elettorale in vista delle midterm. "Non voglio essere coinvolto. È stata un'elezione molto strana, questo è certo", ha aggiunto il tycoon.
Bolsonaro è a Miami con la sua famiglia dopo essere fuggito dal Brasile attraverso l'Argentina e l'Ecuador. Le immagini dell'atterraggio del jet privato della compagnia Baires Fly procedente da Puerto Iguazù, con scalo a Guayaquil, sono trasmesse dal canale argentino all-news TN.
Video Flavio Bolsonaro è atterrato a Miami con la famiglia
Il senatore, sconfitto da Luiz Inácio Lula da Silva al ballottaggio presidenziale del 25 ottobre, avrebbe intenzione di tenere una conferenza stampa per spiegare le ragioni della sua partenza dal Brasile. Secondo quanto riferito da suoi alleati, l'incontro con i giornalisti potrebbe svolgersi domani 28 ottobre, a Washington.
"Alle ore 22:50 del 27/10 sono entrati attraverso il valico di frontiera del Ponte Internazionale Tancredo Neves, nella provincia di Misiones, Flavio Nantes Bolsonaro, Fernanda Antunes Figueira Bolsonaro, Carolina Figueira Bolsonaro e Luiza Figueira Bolsonaro, in possesso di documenti di viaggio validi. Lo scrive su X la Direzione Nazionale delle Migrazioni argentina. "Alle ore 23:30, la delegazione in arrivo si è imbarcata su un volo privato operato dalla compagnia Baires Fly S.A. con destinazione la città di Guayaquil, in Ecuador, secondo quanto indicato nel piano di volo".
Sempre secondo l'autorità argentina, Bolsonaro e la sua famiglia "non presentavano alcun impedimento legale all'ingresso nel Paese. I transiti sono stati registrati dall'autorità competente senza incidenti".
Il jet usato da Bolsonaro al centro di un'inchiesta per riciclaggio in Argentina
Il jet privato utilizzato da Flavio Bolsonaro per lasciare il Brasile attraverso l'Argentina è legato ad uno dei principali scandali di corruzione che coinvolgono attualmente il governo argentino di Javier Milei. La società Baires Fly, proprietaria del Gulfstream atterrato oggi a Miami procedente dall'aeroporto di Iguazù, figura infatti nell'inchiesta della giustizia argentina su riciclaggio di denaro proveniente da presunte tangenti negli acquisti di medicinali e forniture dell'Agenzia Nazionale Disabili (Andis).
Si tratta dell'indagine condotta dal pm argentino Franco Picardi, che ha individuato nel titolare reale di Baires Fly, l'imprenditore Sergio Mastropietro, la "mente dietro il riciclaggio" di fondi derivanti dai sovrapprezzi applicati agli acquisti effettuati dall'Agenzia guidata dall'allora avvocato di Milei, Diego Spagnuolo. Secondo l'ipotesi del pm i proventi delle tangenti venivano girati sui conti di Baires Fly, mascherando tali pagamenti come corrispettivi per voli mai effettuati.
Il giudice Sebastián Casanello aveva accolto l'ipotesi del pm e aveva disposto anche il sequestro dei velivoli della compagnia, misura poi sospesa dopo l'accettazione di un ricorso. Lo stesso Milei utilizzò uno dei velivoli della compagnia per il suo primo viaggio internazionale, nel 2023, negli Stati Uniti. La vicenda suscitò polemiche poiché il volo privato fu finanziato dall'imprenditore Gerardo Werthein, successivamente nominato ambasciatore dell'Argentina a Washington.
L'opposizione chiede spiegazioni a Milei sulla fuga di Bolsonaro dall'Argentina
L'ammissione del governo di Javier Milei sulla fuga di Flavio Bolsonaro verso l'Ecuador attraverso l'Argentina ha scatenato l'indignazione dell'opposizione che accusa adesso il suo governo di complicità nella fuga di un ricercato brasiliano e di aver compromesso ulteriormente le relazioni diplomatiche con il principale socio commerciale del Paese.
Il deputato nazionale socialista Esteban Paulón ha presentato un'interrogazione parlamentare che chiede al "Potere Esecutivo nazionale di informare in merito al possibile ingresso del cittadino brasiliano Flávio Bolsonaro nel territorio argentino, nonché alla sua presunta partenza dal Paese a bordo di un volo privato diretto negli Stati Uniti".
"Speriamo che il governo, che sostiene di aver cacciato 30.000 terroristi, adesso non sia complice di un latitante. La giustizia deve indagare se Milei ha collaborato con Bolsonaro per aiutarlo a fuggire dal Brasile", ha affermato invece il presidente del Partito dei Lavoratori, Gabriel Solano. Il parlamentare della coalizione peronista Fuerza Patria, Juan Grabois, ha osservato da parte sua che "Milei antepone sempre i propri interessi personali e la propria posizione ideologica all'interesse nazionale", sostenendo che "ciò danneggia gravemente le relazioni con il Brasile e la reputazione internazionale dell'Argentina".
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Source: ANSA · Agenzia ANSA
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