(di Ida Bini) Rallentare, allontanarsi dalle destinazioni più affollate, entrare in contatto con le comunità locali e cercare esperienze capaci di restituire un rapporto più autentico con i luoghi. È questa la filosofia di 'Best in Travel 2027', la guida di Lonely Planet dedicata ai viaggi del prossimo anno. La formula propone 25 luoghi e altrettante esperienze; ne emerge una geografia di viaggio che guarda meno alle mete e più al modo in cui viverle. Nella selezione l'Italia occupa un posto significativo: tra le destinazioni compare il Veneto e tra le esperienze un viaggio in barca a vela alla scoperta delle isole Eolie. La scelta del Veneto invita ad andare oltre Venezia, alla scoperta di una grande varietà di paesaggi, città d'arte, piccoli centri e tradizioni gastronomiche, dalle Dolomiti al lago di Garda, dai Colli Berici al Delta del Po, passando per Padova, Vicenza e Verona. Tra i suggerimenti, i borghi del Garda e il Teatro Olimpico di Vicenza, capolavoro progettato da Andrea Palladio. A completare l'esperienza c'è un patrimonio enogastronomico che attraversa l'intero territorio: dal Prosecco alla grappa, dall'Asiago al tiramisù. Il Veneto diventa quindi un esempio di quella dispersione dei flussi turistici auspicata dalla guida: partire da una destinazione celebre per scoprire ciò che esiste intorno, distribuendo il viaggio su territori meno conosciuti. Lo stesso principio ritorna in molte delle mete internazionali: in Europa spicca León, antica città della Castiglia e León e tappa storica del Cammino di Santiago. Il suo simbolo è la cattedrale gotica, celebre per le 130 vetrate policrome; mercati e cucina locale, dalla cecina alla morcilla, completano il viaggio. In Giappone la guida punta su Okinawa, lontana dall'immagine più consueta del Paese; a circa tre ore di volo da Tokyo, l'arcipelago comprende 160 isole, delle quali soltanto 49 abitate, e offre natura subtropicale, snorkeling e antiche fortezze. È un Giappone insulare e rilassato, diverso dalle metropoli e dai percorsi serviti dagli shinkansen. Negli Stati Uniti una delle proposte più suggestive è il New Mexico, da attraversare on the road fra deserti, tracce di dinosauri, comunità native e un tratto della Route 66. Albuquerque e Santa Fe introducono a una regione dall'identità multiculturale, mentre il White Sands National Park, Taos Pueblo, Acoma e le Carlsbad Caverns mostrano la varietà dei suoi paesaggi. Anche qui la gastronomia diventa parte del racconto, con chili verde e rosso come ingrediente simbolo. Il desiderio di cercare luoghi meno battuti conduce anche a Montserrat, piccola isola caraibica segnata dall'eruzione del vulcano Soufrière Hills del 1995.
    L'antica capitale Plymouth, sepolta da cenere e detriti, è diventata una sorta di Pompei dei Caraibi; il resto dell'isola alterna montagne ricoperte di vegetazione, spiagge di sabbia nera, sentieri e piccoli ristoranti nei quali assaggiare il goat water, stufato di capra, piatto nazionale. A Bocas del Toro, Panama, spiagge, immersioni e snorkeling convivono con foreste tropicali e mangrovie. Nel Pacifico, la Nuova Caledonia unisce cultura melanesiana ed eredità francese: Grande Terre è circondata da lagune e barriere coralline, mentre ×le-des-Pins e Lifou offrono spiagge e acque trasparenti. Nell'entroterra il Parc des Grandes Fougères protegge una foresta pluviale popolata da specie endemiche. La seconda metà della guida suggerisce cosa fare ed è forse qui che emerge con maggiore evidenza il cambiamento nel modo di concepire una vacanza. In Italia l'invito è a scoprire le isole Eolie in barca a vela, osservando da una prospettiva diversa un arcipelago già molto conosciuto.
    Nel Regno Unito, il St Cuthbert's Way percorre circa 100 km tra Scozia e Inghilterra: parte dalle rovine della Melrose Abbey, attraversa le Cheviot Hills e termina a Lindisfarne. L'ultimo tratto è anche il più particolare: l'isola può essere raggiunta a piedi soltanto con la bassa marea. In Francia, la Route Napoléon ripercorre per 320 km il tragitto seguito dall'imperatore nel 1815 dopo la fuga dall'Elba. Da Golfe-Juan a Grenoble si attraversano Costa Azzurra, Provenza e Prealpi, con possibili deviazioni verso le Gorges du Verdon e soste a Grasse e Digne-les-Bains. Negli Stati Uniti il viaggio lento è un itinerario di circa 500 km dal Minnesota verso la Boundary Waters Canoe Wilderness Area. La strada attraversa foreste, laghi e piccoli centri, seguendo la North Shore fino a un territorio protetto formato da oltre mille laghi collegati da percorsi in canoa. Anche le città possono essere vissute attraverso esperienze specifiche: ad Abu Dhabi il percorso indicato passa per il nuovo distretto culturale dell'isola di Saadiyat. In Costa Rica l'esperienza è diversa: a Monteverde si entra nella foresta nebulare, dove il birdwatching scopre centinaia di specie, compreso il quetzal, mentre le escursioni notturne mostrano la foresta popolata da rane, bradipi e animali attivi dopo il tramonto. Il contatto con la natura caratterizza anche il Killary Fjord, nel Connemara irlandese, 16 km tra montagne e paesaggi selvaggi da percorrere in barca e kayak.
    Oppure c'è il Famine Walk, un itinerario di 18 km lungo l'acqua, tra greggi e montagne. Importante è anche il rapporto con le popolazioni locali: alle Samoa, per esempio, Lonely Planet suggerisce di avvicinarsi allo stile di vita tradizionale fondato sulla famiglia, sulla comunità e sul rispetto degli anziani. Nel Borneo malese l'esperienza passa invece per il Parco Nazionale di Batang Ai, raggiungibile navigando in longboat attraverso la foresta pluviale dove vivono gli oranghi selvatici del Sarawak. Il viaggio consente di conoscere le comunità iban e soggiornare nelle longhouse. Foreste tropicali, spiagge deserte, formazioni vulcaniche e antiche piantagioni raccontano São Tomé e Príncipe, due isole del Golfo di Guinea, dove il viaggio alterna trekking, snorkeling, cucina di pesce e la possibilità di osservare tartarughe e balene. Non poteva mancare il turismo gastronomico: Taiwan è capace di raccontare le diverse influenze che hanno formato l'identità dell'isola tra mercati notturni, trattorie e ristoranti, incontrando tè d'alta montagna, mango e distillati locali. In Cina è Chengdu, culla della cucina del Sichuan, a rappresentare una delle grandi capitali gastronomiche asiatiche.
   

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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