Una nuova vittima dell'epidemia di morbillo negli Stati Uniti. Il dipartimento della Salute dello Stato di New York e l'autorità sanitaria della contea di Lewis hanno reso noto che un bambino è deceduto a causa delle complicazioni legate all'infezione. Si tratta della prima morte riconducibile alla malattia registrata nello Stato da oltre 30 anni e il quarto decesso dall'inizio dell'anno in Usa.

Le autorità sanitarie Usa hanno sottolineato come il morbillo possa "causare gravi complicazioni fino al decesso" e ricordato che "la vaccinazione rappresenta la migliore protezione". Proprio al calo delle coperture vaccinali è ricondotto il boom di contagi negli Stati Uniti, che ha portato a 2.289 casi di morbillo e 3 morti lo scorso anno e oltre 4.800 casi nel 2026. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, i tassi di vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia tra i bambini che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'infanzia sono diminuiti dal 95,2% nell'anno scolastico 2019-2020 al 92,4% del 2025-2026. Ciò fa sì che circa 280 mila bambini siano vulnerabili al virus.

La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, punta il dito contro le politiche dell'amministrazione: il decesso è «un devastante promemoria di ciò che è in gioco quando le politiche federali di Washington erodono deliberatamente decenni di progressi nella protezione degli americani dalle malattie prevenibili», ha affermato in una nota. In Europa la situazione è molto frammentaria

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. I contagi hanno ripreso a crescere all'indomani della pandemia e, dopo il record di 35 mila casi nel 2024 legato a un focolaio in Romania, le infezioni hanno iniziato a scendere, anche se con andamenti differenti nei diversi Paesi. Secondo l'Ecdc, nel Vecchio Continente nell'ultimo anno (settembre 2025-ottobre 2026) sono stati registrati 2.325 casi di morbillo e nessun decesso.

L'Italia è il Paese con il maggior numero di contagi: 651 (588 da gennaio a settembre 2026). Inoltre, una recente analisi epidemiologica contenuta in una circolare del ministero della Salute ha constatato un aumento dei casi nei primi mesi del 2026, concentrati "in specifiche fasce d'età adulte e aree geografiche". In particolare, l'aumento ha interessato Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Determinanti anche in questo caso le vaccinazioni: il 93,3% delle persone che ha contratto il virus risulta non vaccinato. Sotto questo aspetto, nel 2024, i tassi vaccinali sono lontani dall'obiettivo del 95% di copertura con due dosi. Anche se con forti differenze regionali (da un minimo di 67,88% di copertura della Sicilia al massimo di 94,3% dell'Umbria), nessuna Regione raggiunge il target. Per questa ragione il ministero ha raccomandato alle Regioni di promuovere campagne vaccinali indirizzate soprattutto ai giovani adulti, alle persone a rischio e a chi non ha ancora ricevuto la seconda dose.

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Source: ANSA · Agenzia ANSA

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